Roma, il murale per Abderrahim Fakir al Tufello scatena la polemica. Schiuma: “Insulto a chi difende i cittadini”
Sono in molti a non aver preso bene il murale dello street artist Harry Greb, che ha scelto Roma, e più precisamente lo stesso muro sul quale fino a poco tempo fa campeggiava l’opera dedicata a Stefano Cucchi, al Tufello, per realizzare un lavoro dedicato ad Abderrahim Fakir. Le spiegazioni fornite dall’artista, che ha dichiarato di trovare “assurdo che chi dovrebbe difendere e aiutare i cittadini metta a repentaglio la loro vita e rimanga fermo senza intervenire”, non solo non hanno convinto, ma hanno anche suscitato indignazione.
“Perché prendersela con gli agenti e con gli operatori del 118, che ogni giorno lavorano per i cittadini mettendo a repentaglio la propria vita?”, è la domanda che molti si stanno ponendo. Per questo motivo Fabio Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, che ha chiamato in causa direttamente il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, chiedendo che il murale venga immediatamente rimosso.
Schiuma: “Un insulto alle forze dell’ordine, il Comune lo cancelli”
“Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri faccia rimuovere subito, tramite l’Ufficio Decoro Urbano, il murale dedicato ad Abderrahim Fakir comparso nel quartiere Tufello: è un insulto a tutte le forze dell’ordine che ogni giorno lavorano e rischiano la vita per garantire la sicurezza dei cittadini”. Secondo il dirigente di FdI, Roma dovrebbe scegliere altri simboli per raccontare il dolore e le vittime dimenticate.
“Se davvero Roma deve ricordare – ha aggiunto – sarebbe auspicabile che si facesse riferimento ad Alessandro Ambrosio, il ferroviere accoltellato mentre faceva il suo lavoro, oppure a Monica Esposito, la donna di 55 anni investita in centro a Modena e morta dopo due mesi di agonia”.
La protesta del 118: “Prima di criticare le divise bisogna conoscere il lavoro sul campo”
A fare eco alle parole di Schiuma un operatore del 118, Massimiliano Scermino, che ha contestato duramente il messaggio legato al murale. “‘Proteggimi dal male 118’: ecco la nuova vergogna apparsa sui muri di Roma. Mi auguro che il Sindaco mandi qualcuno a cancellarla”, ha scritto Scermino. L’operatore sanitario ha difeso il lavoro quotidiano di soccorritori e volontari, sottolineando le difficoltà affrontate ogni giorno sulle strade della Capitale.
“Prima di criticare le divise sarebbe il caso di riflettere sul lavoro dei soccorritori del 118 e anche sul loro trattamento economico. E pure sul volontariato della Croce Rossa, che fa il possibile con pochi rimborsi”. Poi il richiamo alle condizioni operative: “Noi lavoriamo con turni di 12 ore, spesso con a disposizione solo una bottiglietta d’acqua. Chi sputa sentenze neanche sa di cosa si parla, non conosce procedure o protocolli”.
Nel suo intervento Scermino ha ribadito il rispetto per la vicenda umana di Fakir, ma ha chiesto attenzione anche per altre tragedie. “Dispiace per il signor Fakir, ma dispiace altrettanto per il capotreno Alessandro, accoltellato a morte da un balordo che nel nostro territorio non doveva neppure esserci”. Secondo l’operatore del 118, il rischio è quello di creare un messaggio divisivo contro chi opera quotidianamente sul territorio. “L’unico messaggio che pensano di far passare è quello di alimentare odio sia contro le forze dell’ordine che verso tutti gli operatori del 118”.