Roma, il parcheggio da 167 posti non riparte: progetto approvato nel 2022, rilanciato nel 2023, ora anche i privati si ritirano


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Roma, il parcheggio El Alamein di Roma resta chiuso: il progetto era stato approvato nel 2022, era arrivato fino alla fase esecutiva nel 2023, ma ora è naufragato anche il tentativo di far finanziare la riqualificazione ai privati. La struttura di largo Caduti di El Alamein-via Filippo Caruso conta complessivamente 167 stalli, 139 per le auto e 28 per le moto, ma necessita ancora di lavori di ristrutturazione e adeguamento degli impianti. Il procedimento avviato dal Campidoglio per trovare una soluzione attraverso il project financing è stato ufficialmente chiuso senza esito.

Il Comune chiude il procedimento: nessuna proposta resta in piedi

Lo stop è scritto nero su bianco nella determinazione dirigenziale QG/612/2026 del 27 marzo 2026 del Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti. Roma Capitale prende atto del ritiro dell’ultimo soggetto interessato e certifica che non sono arrivate altre proposte. Da quel momento cessano anche gli effetti dell’avviso pubblico lanciato il 3 ottobre 2025 per tentare di rimettere in moto la riqualificazione attraverso capitali privati.

La struttura comprende un piano interrato da 86 posti auto e 9 moto e un piano a livello stradale con altri 53 posti auto e 19 moto. L’atto capitolino precisa inoltre che il parcheggio era stato ripreso definitivamente in consegna da Atac nel 2015 e che risulta chiuso in attesa degli interventi necessari.

Nel 2022 l’annuncio della ripartenza

La storia della mancata riapertura passa però da un progetto che sembrava ormai avviato. Il 29 luglio 2022 la Giunta Capitolina approvò infatti il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la manutenzione straordinaria del parcheggio. Il giorno successivo Roma Capitale annunciò pubblicamente la riqualificazione, definendo El Alamein un’infrastruttura importante come parcheggio di scambio e per l’intero quadrante.

Un anno dopo arrivò un ulteriore passo avanti: con la determinazione QG/603 del 25 maggio 2023 venne approvato anche il progetto esecutivo. Sulla carta, dunque, la riqualificazione aveva superato sia la fase preliminare sia quella progettuale più avanzata.

Mancano i fondi pubblici, si cercano i privati

Il problema emerge successivamente. Roma Capitale mette infatti agli atti l’“impossibilità di eseguire l’intervento con fondi dell’amministrazione” e sceglie quindi di tentare la strada del partenariato pubblico-privato. L’obiettivo diventa trovare un operatore disposto a sostenere finanziariamente la riqualificazione della struttura.

Ad agosto 2025 si fa avanti Peick Project Development Srl, che manifesta un interesse preliminare. Il Comune pubblica quindi l’avviso del 3 ottobre 2025 per mettere la documentazione a disposizione anche di eventuali altri operatori. Si presentano altre due società per visionare gli atti: Custom Cars Srl e PFI-Project Finance Ingegneria Srl.

Il primo privato si ritira dopo il sopralluogo

La procedura comincia però a perdere pezzi. Il 17 novembre 2025 Peick effettua un sopralluogo nel parcheggio. Poco più di un mese dopo, il 24 dicembre, comunica ufficialmente al Comune di non essere più interessata a sviluppare il progetto di riqualificazione.

Rimane in campo Custom Cars, che dopo un proprio sopralluogo presenta il 27 gennaio 2026 una proposta. L’istruttoria capitolina rileva però che il progetto non è corredato da tutti gli elaborati previsti dalla normativa sul project financing. Nel frattempo interviene anche una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea sul diritto di prelazione riconosciuto ai proponenti.

Anche l’ultimo operatore lascia: il parcheggio resta chiuso

Il Comune chiede quindi a Custom Cars se intenda ancora andare avanti e integrare la documentazione. La risposta arriva l’11 marzo 2026: la società dichiara di non voler più proseguire come soggetto proponente, pur lasciandosi aperta la possibilità di partecipare a un’eventuale futura gara.

A quel punto non resta più nessuno. Roma Capitale certifica che non sono pervenute ulteriori proposte e il 27 marzo dispone formalmente la conclusione senza esito del procedimento. Il risultato, a distanza di quattro anni dall’approvazione del primo progetto del 2022, è semplice: il parcheggio El Alamein resta chiuso e la strada individuata per finanziarne la riqualificazione si è fermata. Per farlo ripartire servirà ora un nuovo percorso amministrativo o una nuova fonte di finanziamento.