“Roma, il parco d’affaccio sul Tevere di Gualtieri per il Giubileo è già abbandonato”: Giannini (Lega) attacca il Campidoglio

Daniele Giannini

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Doveva essere una nuova cartolina di Roma. Un affaccio sul Tevere, tra Ponte Milvio e Ponte Duca d’Aosta, nel cuore del quadrante del Foro Italico. E invece, a distanza di appena un anno dall’inaugurazione, quel parco d’affaccio è già diventato il simbolo di una città che apre cantieri, taglia nastri, scatta foto ufficiali e poi troppo spesso dimentica la manutenzione.

La denuncia di Giannini

A sollevare il caso è Daniele Giannini, consigliere in quota Lega, con un nuovo video di denuncia pubblica. Nel filmato, Giannini mostra lo stato dell’area: segni di vandalismo, incuria, degrado urbano, spazi pubblici lasciati senza presidio. Non una periferia nascosta, non un giardino dimenticato ai margini della città, ma un tratto centrale e simbolico del Tevere romano, a pochi passi da uno degli impianti sportivi più noti della Capitale.

Una vetrina diventata problema

Il punto è questo: non si parla di un’opera vecchia, consumata dal tempo e dalla mancanza di risorse. Si parla di un intervento recente, presentato dal sindaco-commissario per il Giubileo 2025 Gualtieri come riqualificazione e restituzione del fiume ai cittadini. Ma se un parco inaugurato da poco finisce già nell’abbandono, la domanda diventa inevitabile: chi controlla davvero dopo il taglio del nastro? Chi garantisce pulizia, sicurezza e decoro?

L’ennesimo video sul verde di Roma

La denuncia del parco d’affaccio si inserisce in una battaglia più ampia che Giannini porta avanti da tempo. Il consigliere ha già pubblicato diversi video sulle condizioni del verde pubblico romano, puntando il dito contro aree lasciate al degrado e contro quello che definisce un abbattimento indiscriminato degli alberi della Capitale. Una linea dura, costruita sul campo, con immagini, sopralluoghi e contestazioni dirette.

Il nodo politico della manutenzione

Il caso del Foro Italico diventa così qualcosa di più di una semplice segnalazione. È il racconto di una Roma che fatica a tenere insieme grandi annunci e cura quotidiana. La città investe, inaugura, promette nuovi spazi pubblici. Poi però, senza controlli costanti, anche le opere più recenti rischiano di trasformarsi in luoghi sporchi, danneggiati e poco vivibili.

Roma chiede risposte

Ora la palla passa al Campidoglio e agli uffici competenti. Perché un parco pubblico non vive di conferenze stampa, ma di manutenzione ordinaria, presenza, pulizia e sicurezza. La denuncia di Giannini riaccende un tema semplice e pesante: Roma non ha bisogno solo di nuove opere, ma di luoghi curati ogni giorno. Altrimenti anche la riqualificazione diventa propaganda a tempo determinato.