Roma, il Policlinico di Tor Vergata limita le visite dei familiari il 4 luglio per il concerto di Ultimo e scoppia la polemica

concerto Ultimo a Roma

È l’evento musicale dell’anno. E si svolge a Tor Vergata, a due passi dal Policlinico. E domani anche i pazienti lo ascolteranno, anche se dal loro letto. Ma senza la possibilità di avere i parenti accanto, almeno nella consueta visita serale, quella che, a seconda del reparto, va dalle 18:00 alle 19:00 o dalle 19:00 alle 20:00. Perché la direzione dell’ospedale ha deciso che domani, 4 luglio, giorno del concerto di Ultimo, l’rario di visita dei familiari per tutte le unità di degenza e Pronto Soccorso sarà solo dalle 11:30 alle 12:30. E nella stessa fascia oraria sarà previsto, al Pronto Soccorso, anche il colloquio con i familiari.

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Concerto sì, parenti no: i motivi

La scelta, spiegano dal Policlinico, è dovuta alle limitazioni della viabilità per concerto. E nel post in cui si informa del cambio di orario delle visite ai degenti si fornisce anche il link anche agli aggiornamenti in tempo reale alla viabilità, ma con un link non funzionante. Il post, però, non è stato accolto benissimo.

Anzi, è stato criticato in modo feroce. E a essere bersaglio della critica non è stato il concerto di Ultimo, ma esclusivamente il Policlinico e la presunta disorganizzazione. Sotto al post pubblicato dal Policlinico è esplosa una valanga di reazioni. Oltre 620 commenti, con un sentimento che appare prevalente: la rabbia. Moltissimi quelli che criticano la scelta di impedire ai parenti di andare a trovare i pazienti nell’orario serale. Quasi nessuno attacca il cantante, che, anzi, spesso viene elogiato come artista e come persona. A essere contestata è invece l’organizzazione: la location scelta e il fatto che gestire più di 200 mila persone crei inevitabilmente disagi per giorni e giorni a un’intero quadrante della città. Che non lo ha chiesto.

La rabbia dei cittadini: “Un ospedale non può fermarsi per un concerto”

Parcheggi sottratti al personale sanitario e ai pazienti, accessi riorganizzati, orari di visita modificati. Sono decisioni che incidono sulla quotidianità di chi quell’ospedale lo frequenta perché costretto dalla malattia, non certo per assistere a un concerto. E sono questi gli argomenti ricorrenti dei commenti sotto al post del Policlinico. “Veramente incommentabile. Si blocca un ospedale per un concerto. È vergognoso“, scrive Gabriella, che lavora il ospedale. Ed è lei a sottolineare le difficoltà che il personale sanitario sta avendo nel raggiungere il posto di lavoro e trovare parcheggio.

Sulla stessa linea Viviana: “Cambiare gli orari di una struttura sanitaria per un concerto lo trovo aberrante“. Un giudizio condiviso da decine di altri utenti, convinti che un ospedale debba rimanere fuori dalle logiche imposte da un grande evento.

Tra i commenti più apprezzati c’è quello di Anna: “Malati e familiari dovrebbero avere priorità su tutto e tutti. Dover adeguare un ospedale al concerto di un cantante è grave e scandaloso”. Le parole che colpiscono di più, però, arrivano da chi quell’ospedale lo ha vissuto sulla propria pelle. “Io sono una fan di Ultimo, ma sono stata anche una paziente per lungo tempo da voi. È assurda questa situazione”, racconta Virginia.

Katia ricorda invece un’esperienza diversa: “Durante il Giubileo mi trovavo ricoverata e gli orari non furono modificati. Farlo oggi per un concerto mi sembra una mancanza di rispetto”. Ancora più toccante la testimonianza di Paola: “Ricordo quando andavo ogni giorno da mio marito in rianimazione, dove purtroppo è morto. Ogni giorno era prezioso per stargli vicino. Non oso immaginare cosa avrei provato se mi fossi trovata in questa situazione”. Un messaggio che ha raccolto decine di reazioni di solidarietà.

C’è anche chi pensa di rivolgersi a un legale. Fabio annuncia di voler valutare un’azione per quello che definisce un disservizio ingiustificato. “Ma vi sembra una cosa normale? Mi sto attivando adesso con il legale, in modo che possiamo mettere in atto una querela per l’instaurarsi di questo disservizio che non trova ragionevolezza. Vedremo!”.

Le poche voci favorevoli: “È solo per un giorno”

I commenti a sostegno della decisione del Policlinico sono decisamente meno numerosi. Alcuni utenti invitano a ridimensionare la polemica, ricordando che la modifica degli orari riguarda una sola giornata. “Il pronto soccorso resta raggiungibile e le visite ai parenti sono comunque garantite, solo in un orario diverso. Vi lamentate del concerto, ma durante il Giubileo avete accettato disagi anche maggiori”, osserva Nina.

Una posizione che, però, trova subito la replica di altri cittadini. “Potrebbe essere l’ultimo giorno di vita per qualcuno, ma tanto che ve ne importa, mica è un vostro parente“, risponde Cati. Ed è proprio questo il tema che ritorna più spesso nei commenti: non il concerto, non l’artista, ma il timore che, anche solo per un giorno, le esigenze organizzative di un grande evento possano finire per pesare su chi un ospedale lo frequenta nel momento più difficile della propria vita.

Alla fine, più che il concerto, a dividere è una domanda che attraversa centinaia di commenti: è giusto che un ospedale debba modificare la propria organizzazione per adattarsi a un evento di spettacolo?

È su questo che si concentra la rabbia della maggior parte dei cittadini. Non contro Ultimo, che molti continuano a difendere come artista, ma contro una decisione che, secondo tanti, finisce per mettere in secondo piano le esigenze di pazientifamiliari e operatori sanitari. È questa, oggi, la vera polemica che accompagna il concerto più atteso dell’anno.