Roma, il referendum sulla Giustizia sbarca in Campidoglio, sale aperte a ‘Sì’ e ‘No’: l’Amministrazione promette par condicio

Campidoglio

Contenuti dell'articolo

Roma, per la campagna referendaria, l’Amministrazione mette a disposizione tre ambienti di rappresentanza del Campidoglio: Sala della Protomoteca, Sala Laudato Sì, Sala del Carroccio. Le tariffe sono articolate per fascia oraria e indicate al netto dell’IVA (4%): Protomoteca 8–14 €300, 14–20 €600, 20–24 €1.000, festivi €1.200; Laudato Sì e Carroccio 8–14 €200, 14–20 €300, 20–24 €700, festivi €700. È la cornice economica con cui comitati e forze politiche possono programmare conferenze e dibattiti nelle sale capitoline.

La delibera del 12 febbraio: ok unanime e immediata eseguibilità

La decisione arriva con la deliberazione n. 36 approvata nella seduta del 12 febbraio 2026: un passaggio formale, ma politicamente rilevante perché definisce cornice e condizioni dell’accesso agli spazi pubblici durante la campagna. Il provvedimento è stato votato all’unanimità e dichiarato “immediatamente eseguibile”, così da rendere operative le disposizioni in tempo utile rispetto alle scadenze del referendum del 22 e 23 marzo. La firma in calce del sindaco Roberto Gualtieri certifica l’assunzione di responsabilità dell’esecutivo cittadino su un tema che incrocia istituzioni e competizione politica.

Par condicio, spazi pubblici e neutralità istituzionale: la linea dell’Amministrazione

Il cuore del testo è un principio semplice: l’utilizzo dei locali comunali deve essere concesso “in misura uguale” ai soggetti politici coinvolti nella competizione. È la traduzione amministrativa della par condicio applicata agli spazi, con l’obiettivo di evitare disparità di trattamento e, allo stesso tempo, di impedire che i costi ricadano sull’ente. La delibera richiama infatti l’impostazione già adottata in consultazioni precedenti: sale disponibili sì, ma con rimborso delle spese vive necessarie ad apertura, allestimento e personale di servizio.

Come si chiede una sala: firme, deleghe e regole anche nei Municipi

Sul piano operativo, le richieste possono essere sottoscritte dal legale rappresentante del partito o movimento, oppure da un suo delegato, insieme al presidente del corrispondente gruppo in Assemblea capitolina. La delibera chiarisce inoltre che, per iniziative ospitate presso le sedi municipali, la disciplina passa attraverso i rispettivi consigli: un dettaglio che allarga la geografia della campagna ben oltre il perimetro del centro storico, portando la dialettica referendaria anche nei territori. Il quadro applicativo resta ancorato alle regole interne già vigenti per l’uso delle sale capitoline.

Pubblicazione e tempi: dall’Albo Pretorio alla campagna verso il voto di marzo

A completare l’iter, la pubblicazione all’Albo Pretorio online: la delibera risulta affissa dal 18 febbraio al 4 marzo 2026, finestra che accompagna l’avvio della fase più intensa della campagna. Nel lessico istituzionale è un atto di trasparenza; nella sostanza politica, è il segnale che la macchina amministrativa prova a presidiare un terreno delicato: garantire accesso e regole, senza entrare nel merito delle posizioni. Le sale del Campidoglio diventano così un tassello della competizione pubblica, con costi definiti e procedure tracciate.