Roma, il viaggio di Gualtieri (e Acea) a Cannes costerà 450mila euro
Roma mette sul tavolo un’ acconto’ di 450mila euro pubblici per quattro giorni di viaggio istituzionale del sindaco Roberto Gualtieri e ACEA (la municipalizzata pubblica capitolina al 51% pubblica e al 49% privata) al MIPIM di Cannes, la grande vetrina internazionale del settore immobiliare che si svolgerà in Francia dal 10 al 13 marzo. La Giunta Gualtieri ha acceso formalmente l’operazione con la deliberazione n. 64 del 2 marzo.
Nelle stesso voto di Giunta (che inseriamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo) compare anche un contributo extra “fino a 100mila euro” da parte della Camera di Commercio di Roma che però arriverà solo dopo la fiera e solo se il Campidoglio presenterà i relativi documenti di spesa.
Non è noto, al momento in cui scriviamo, se invece ACEA pagherà da se la sua partecipazione a Cannes, o se al contrario a pagare per conto di ACEA le varie spese sarà sempre il Campidoglio e, in tal caso, se la spesa per conto ACEA è già ricompresa nei 450mila € o verrà coperta con un pagamento ulteriore.
A presiedere la seduta di Giunta non è stato il sindaco Gualtieri, che sarà presente in riviera, ma assente a palazzo Senatorio. Ma la sua vicesindaca Silvia Scozzese, delegata al Bilancio. Assente in Campidoglio, al momento del voto, anche l’assessore Alessandro Onorato.
Roma alla ricerca di investitori e costruttori per far crescere l’edilizia
L’obiettivo della Giunta sarebbe quello di “Dare spazio a ulteriori progetti e investimenti pubblici e privati”. Non una missione turistica, dunque. Ma una missione di promozione politico-immobiliarista nel cuore della fiera europea più grande del settore. A cui sarà presente anche ACEA, con un apposito stand, e qui che si apre anche la prima domanda politica: che cosa c’entra una municipalizzata che si occupa di acqua e rifiuti con la grande vetrina internazionale del mattone?”
450mila euro già caricati sulle casse di Roma
Il punto politico più pesante sta però nel parere contabile. Il Ragioniere Generale scrive che, nella nota del Dipartimento Programmazione, è indicato “l’importo di € 450.000,00 a carico dell’Ente già stanziato sul capitolo di spesa n° 1303818/768”. Questa è la cifra già messa in bilancio, quindi a carico dei cittadini.
Il voto di Giunta non ragiona solo sui 450mila euro già stanziati e a carico dei romani, ma sul “costo complessivo dell’iniziativa”, precisando che il contributo della Camera di Commercio non potrà superare il 50% del totale “al netto di eventuali entrate” e anche di “contributi, sovvenzioni, sponsorizzazioni e/o altre entrate”. Tradotto: ‘l’operazione Cannes’ era pensata fin dall’inizio come una partita economica ancora ‘aperta’, con più fonti di copertura e con un assetto finale da completare.
La ricerca di sponsor andata a vuoto?
Lo conferma anche l’avviso pubblicato da Roma e Risorse per Roma per cercare sponsor disposti a “compartecipare alle spese” del MIPIM 2026, con fasce che nella versione prorogata arrivano a contributi “pari o superiori a € 100.000,00 oltre IVA”. Ma proprio qui si apre un altro punto: allo stato delle fonti ufficiali e pubbliche consultabili, quella ‘caccia agli sponsor’ di Risorse per Roma non sembra aver prodotto un esito pubblico chiaro. Perché sul web si trova l’avviso, si trova la proroga, ma non emerge un provvedimento finale con un elenco netto e chiaro di sponsor.
Nella comunicazione ufficiale sull’evento, infatti, il Comune parla solo di partnership con Camera di Commercio e ACEA. E lo stesso profilo dell’allestimento — stand da 200 mq, 5 schermi led, corner dedicati, talk e workshop — insieme al riferimento di Risorse per Roma a “stand e terrazza annessa”, fa pensare a un’operazione economicamente più ampia del solo dato-base di bilancio. Tutto questo non prova, da solo, che Roma abbia già aumentato la sua quota oltre i 450 mila euro già stanziati, ma rende molto plausibile che il costo complessivo dell’operazione sia destinato a superare quella ‘cifra-base’.
Roma e l’operazione Cannes
Il punto politico, allora, non è se la ‘Missione Cannes’ sia importante oppure no. Il punto è un altro. In una città che ogni giorno fa i conti con trasporti inadeguati, periferie senza servizi, con l’ordinaria amministrazione pagata troppo spesso tramite mutui (basti considerare il maxi mutuo acceso per il rifacimento delle strade interne al GRA della Capitale) il Campidoglio sceglie di investire 450mila euro di ‘acconto’ per una vetrina internazionale dell’immobiliare. È una scelta legittima. Ma è anche una scelta che merita di essere raccontata a 360 gradi.
Il precedente di Osaka che torna a bussare
E qui il film riporta a un’altra scena. Quella dell’Expo di Osaka 2025. Nei mesi scorsi il viaggio del Campidoglio all’Expo, in compagnia di ACEA, era finito al centro di polemiche feroci. Prima per l’aumento dei costi. Poi per il via libera urgente della Giunta Gualtieri. Poi ancora per il ruolo di Acea (che aveva versato per quel viaggio 100mila € a favore del Campidoglio) e per la sensazione, fortissima, che la promozione internazionale del sindaco e di Acea stesse diventando una voce sempre più pesante nelle spese pubbliche di Roma.
Cannes non è Osaka. Ma la logica politica, quella sì, gli assomiglia. Grande evento internazionale. Racconto della città per stereotipi politici. Grande visibilità.
Le domande finali per Gualtieri e Acea
La delibera di Giunta c’è. Le cifre di spesa parziali anche: “€ 450.000,00 a carico dell’Ente”. Il resto, cioè la spesa totale, gli eventuali sponsor e l’obiettivo vero e finale della missione, a nostro avviso, ancora no.
Ed è qui che si gioca la vera partita: capire se questa operazione sarà davvero una spesa utile per Roma e per i romani, o solo l’ennesima costosa vetrina internazionale confezionata per mostrare un sindaco in cerca di platee globali, mentre il conto vero resta ancora nell’ombra. Perché a Cannes non sfila soltanto il Campidoglio.
Tra i protagonisti spunta, come anzidetto, anche ACEA, la partecipata che si occupa di acqua e rifiuti. E la domanda, a questo punto, diventa inevitabile: è, quella di Cannes, promozione della città o promozione di un ‘blocco di potere’ che tiene insieme urbanistica, grandi investimenti, multiutility dell’acqua e rifiuti e grandi relazioni d’affari?
In particolare, ACEA pagherà da se il suo viaggio o sarà presente alla vetrina a spese del Campidoglio e quindi dei romani? Finché non si vedranno tutti gli atti, gli affidamenti, i costi finali e gli eventuali sponsor, il sospetto resterà lì, ben piantato: più che una ‘missione per Roma’ sembra una ‘missione di immagine’, esattamente come quella di Osaka di qualche mese fa.