‘Roma in Musica’: le piazze diventano un grande palco con Silvestri, Cammariere, Tosca e Gazzè. Il programma

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Roma prova a cambiare colonna sonora. Fino al 13 giugno la Capitale diventa un grande palco diffuso con la prima edizione di RIM – Roma in Musica, una settimana di concerti, parate, talk, incontri e performance gratuite. Non un festival chiuso dentro un’arena, ma una manifestazione pensata per portare il suono nello spazio pubblico, tra piazze, strade e quartieri.

Piazza Navona diventa studio a cielo aperto

Il cuore dell’evento è Piazza Navona, trasformata per alcuni giorni in una sorta di studio a cielo aperto. Qui musica e parole si intrecciano tra dirette radiofoniche, playlist condivise, presentazioni di libri e incontri con artisti e protagonisti della scena culturale italiana. La piazza simbolo della Roma monumentale cambia pelle e diventa un luogo di racconto, ascolto e partecipazione.

Non solo centro storico

La forza dell’iniziativa sta nella sua struttura diffusa. Roma in Musica non resta confinata nelle cartoline del centro, ma punta ad attraversare tutta la città, accorciando le distanze tra luoghi storici e quartieri. L’idea è semplice e potente: raccontare Roma attraverso chi la suona ogni giorno, dalle scuole di musica alle associazioni, dai professionisti agli amatori, dai palchi ufficiali alle energie locali.

Gli ospiti e i nomi attesi

Nel programma spiccano presenze capaci di parlare a pubblici diversi. Sono annunciati, tra gli altri, Sergio Cammariere, Tosca, Stefano Fresi e Max Gazzè. Artisti, interpreti e volti noti che non arrivano solo per esibirsi, ma per inserirsi in un racconto più largo: quello di una città che prova a guardare alla musica come linguaggio comune, popolare e trasversale.

La musica come spazio pubblico

La scommessa è politica nel senso più concreto del termine: riportare le persone nelle piazze senza trasformare ogni evento in consumo mordi e fuggi. La musica diventa occasione per stare insieme, riconoscersi, attraversare parti diverse della città. In una Roma spesso schiacciata da traffico, cantieri e fatica quotidiana, l’idea di un festival gratuito e aperto suona quasi come una piccola tregua urbana.

Il gran finale al Parco Schuster

La chiusura è prevista il 13 giugno al Parco Schuster, con una grande jam session pensata per rimettere al centro la dimensione collettiva della musica. Nel pomeriggio spazio ai musicisti provenienti dalle scuole coinvolte nel progetto, mentre la sera il palco ospiterà un set speciale guidato da Daniele Silvestri, con artisti della scena musicale romana e un dialogo inedito con il rap capitolino.

Una Roma da ascoltare

Roma in Musica entra così nel vivo con un messaggio chiaro: la città non è solo monumenti, traffico e turismo, ma anche voci, strumenti, talenti e comunità. Per una settimana, la Capitale prova a raccontarsi attraverso il suono. E se l’esperimento funzionerà, il vero risultato non sarà soltanto il calendario degli eventi, ma l’idea che lo spazio pubblico possa tornare a vibrare.