Roma, incubo Metro B, attese da 6 a 12 minuti e treni pieni in stile ‘carro-bestiame’: disattese le promesse del Campidoglio

Roma, Metro B Laurentina

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Roma, alle 7 e 9 del mattino e nel pomeriggio tra le 17 e le 19 (giorno feriale) a Termini il tabellone segna attese tra 6 e 12 minuti per il treno successivo. Non è un caso isolato: da giorni ,la scena si ripete e la pazienza dei pendolari è finita. Il punto pratico per gli utenti è tutti qui: il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè hanno legato la “ripartenza” della metro B a investimenti e nuovi convogli. Ma, a Giubileo appena chiuso (6 gennaio 2026), la linea blu sembra più fragile di prima.

Le foto che raccontano più di mille comunicati

Le immagini che ci ha inviato un lettore — un display che ‘spara’ minuti come fossero ore e la banchina piena — sono la misura più semplice di un problema complesso: la Metro B passa troppo di rado proprio quando dovrebbe essere più frequente. Non serve essere esperti di trasporti per capirlo: se aspetti troppi minuti in orario di punta, la banchina si riempie, il treno arriva già pieno in stile carro-bestiame e la corsa successiva diventa un miraggio rendendo i mezzi pubblici impraticabili e il viaggio dei cittadini una via Crucis.

Il punto che smonta la narrazione: i treni promessi non bastano (e arrivano tardi)

A dicembre 2025 lo stesso ‘ecosistema istituzionale’ del Campidoglio ha ammesso che la linea B viaggia con circa 24 treni e che i nuovi convogli “stanno entrando in ritardo”: in questo quadro, la frequenza veniva indicata attorno a un treno ogni 5 minuti sulla B. Eppure, se in stazione si legge tra 6–12 minuti di attesa, significa che basta un intoppo — un treno in meno, un rallentamento, un guasto — per far saltare l’equilibrio.

Il crescendo amaro: dopo il Giubileo, l’attesa si allunga e la città si schiaccia

Il paradosso è tutto qui: ai cittadini il Campidoglio impone ZTL sempre più ampia, ciclabili in ogni dove, di lasciare l’auto a casa, ma poi si ritrovano mezzi pubblici indegni della Capitale d’Italia con tempi di percorrenza da terzo mondo. E con un ‘dettaglio’ che pesa: un cronoprogramma aggiornato racconta che il primo nuovo treno della fornitura Hitachi per la Metro B sarebbe disponibile per davvero per i passeggeri solo da maggio 2026, dopo i vari collaudi e passaggi tecnici. Tradotto: mesi, ancora, di servizio appeso a una flotta tirata al limite e attese record.

Responsabilità politico-istituzionali: governare è dare tempi, non solo annunci

Qui non si tratta di cercare un colpevole “di giornata”, ma di inchiodare la politica al suo mestiere. Se l’amministrazione comunica una traiettoria di rilancio e poi i pendolari misurano l’opposto, il tema diventa credibilità. L’assessore Patanè, presentando i nuovi convogli, parlava di riportare la Metro B a frequenze “consone” già nel 2025; ma l’esperienza quotidiana — e i ritardi ammessi sul materiale rotabile — raccontano che il traguardo slitta e che, nel frattempo, a pagare è chi non ha alternative.