Roma, internet in tilt nel cuore del centro, FdI attacca Gualtieri: «Possibile interruzione di pubblico servizio»
Internet continua a funzionare a singhiozzo nel centro storico di Roma e Fratelli d’Italia mette sotto accusa il Campidoglio, sostenendo che il protrarsi della paralisi potrebbe far emergere responsabilità anche per una possibile interruzione di pubblico servizio, qualora fossero compromesse attività essenziali.
Il guasto che non passa
Le prime denunce pubbliche risalgono al 31 luglio. Il capogruppo capitolino di Fratelli d’Italia, Giovanni Quarzo, aveva segnalato gravi disservizi alla rete internet in diverse aree del centro storico, chiedendo a Roma Capitale di intervenire immediatamente presso i gestori.
A distanza di giorni, però, la situazione denunciata dall’opposizione non sarebbe tornata alla normalità. Le difficoltà riguarderebbero residenti, professionisti, negozi, alberghi e strutture ricettive, costretti a convivere con collegamenti instabili o completamente assenti nel cuore turistico ed economico della Capitale.
Quarzo: «Situazione ormai intollerabile»
Il 4 agosto Quarzo è tornato all’attacco con parole ancora più dure. «A distanza di giorni dalle prime segnalazioni, i gravi disservizi alla rete internet che stanno interessando il centro storico di Roma non risultano ancora risolti», ha dichiarato il capogruppo di FdI.
Secondo Quarzo, la situazione sarebbe diventata «ormai intollerabile» e continuerebbe a provocare «enormi disagi a residenti, professionisti, attività commerciali e ricettive», con possibili ripercussioni anche sull’erogazione di servizi essenziali.
L’ipotesi dell’interruzione di pubblico servizio
L’esponente di Fratelli d’Italia spinge l’accusa oltre il semplice disservizio tecnico. «Se questa paralisi dovesse continuare si profilerebbe una situazione estremamente grave, tale da far emergere possibili responsabilità anche sotto il profilo dell’interruzione di pubblico servizio, qualora venissero compromessi servizi di interesse pubblico o attività essenziali», afferma Quarzo.
Si tratta, è bene precisarlo, di un’ipotesi prospettata politicamente dall’opposizione. Non risulta al momento accertata da alcuna autorità una responsabilità del Campidoglio né l’effettiva configurazione di un’interruzione di pubblico servizio. Resta però il problema denunciato: la durata dei disagi e l’assenza, secondo FdI, di una risposta pubblica sufficientemente incisiva.
La città “smart” resta negli annunci
Il caso rischia di trasformarsi in un boomerang per Roberto Gualtieri. Il sindaco ha indicato la digitalizzazione come uno degli assi della trasformazione della Capitale, presentando progetti per portare connessioni più veloci, 5G e Wi-Fi nelle metropolitane, nelle piazze e nelle aree più frequentate.
Mentre il Campidoglio racconta la Roma tecnologica del futuro, però, nel centro storico il presente si blocca davanti a terminali che non comunicano, prenotazioni difficili da gestire e pagamenti elettronici rallentati. Le infrastrutture coinvolte possono essere differenti, ma l’immagine politica è inevitabile: grandi promesse digitali e servizi ordinari che restano in affanno.
Negozi, alberghi e professionisti in difficoltà
Oggi internet non è più un accessorio. Nei negozi serve per ricevere pagamenti, negli alberghi per gestire prenotazioni e comunicare con i clienti, negli studi professionali per inviare documenti e accedere alle piattaforme di lavoro.
Ogni ora senza collegamento può significare una vendita perduta, un pagamento rinviato o un turista lasciato senza risposta. Nel centro di una capitale internazionale, visitata ogni giorno da migliaia di persone, anche un guasto apparentemente tecnico può quindi trasformarsi rapidamente in un problema economico e di immagine.
FdI chiama in causa il Campidoglio
Quarzo non attribuisce al Comune la gestione materiale delle reti, che compete agli operatori e ai proprietari delle infrastrutture. Contesta però a Gualtieri di non esercitare con sufficiente forza il proprio ruolo istituzionale.
«Roma non può permettersi che il proprio centro storico rimanga ostaggio di un disservizio di tale portata senza che il Campidoglio eserciti con decisione il proprio ruolo di coordinamento e tutela dell’interesse pubblico», conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia.
Gualtieri esca dalla modalità conferenza stampa
Il sindaco non può riparare personalmente i cavi né sostituirsi ai gestori. Può però convocare gli operatori, pretendere tempi certi, informare cittadini e commercianti e mettere in campo una regia pubblica riconoscibile.
È proprio questo il vuoto denunciato dall’opposizione. Il guasto prima o poi sarà risolto, ma il danno politico rischia di restare. Perché una città che vuole presentarsi come capitale europea dell’innovazione non può lasciare il proprio centro storico ostaggio per giorni di una connessione intermittente.
Gualtieri accenda allora la rete, ma soprattutto accenda il Campidoglio. Altrimenti la Roma digitale continuerà a vivere nelle conferenze stampa, mentre quella reale resterà ferma davanti a una pagina che non si carica.