Roma, investiti mamma e figlio sulle strisce: “Alla Romanina come a Indianapolis, incidenti e corse clandestine”
Le strade della Romanina, nel quadrante est di Roma, come Indianapolis. E in via Biagio Petrocelli attraversare sulle strisce pedonali non basta più a sentirsi al sicuro. Nel pomeriggio di ieri l’ennesimo investimento: all’altezza del civico 219, una mamma e il suo bambino sono stati travolti da una Fiat Panda mentre attraversavano vicino all’edicola. Il piccolo, per fortuna, è rimasto illeso. La donna è stata trasportata al Policlinico Tor Vergata per accertamenti.
Da qui la presa di posizione delle associazioni di quartiere Siamo VII e Cdq Raffaello, che hanno deciso di inoltrare una richiesta urgente al Municipio VII: servono interventi immediati. E servono adesso.
Interventi inutili: “Così non basta, la strada resta pericolosa”
Negli ultimi mesi qualcosa è stato fatto. Isole salva-pedone, segnalazioni luminose, piccoli correttivi. Ma per i residenti non è sufficiente. Anzi. Il problema è strutturale. E riguarda più aspetti insieme. L’illuminazione è presente solo su un lato della carreggiata, lasciando intere porzioni al buio. La segnaletica è spesso invisibile, coperta dalla vegetazione o cancellata dal tempo. Il manto stradale è dissestato, con buche anche in prossimità degli attraversamenti. Il risultato è una strada dove orientarsi è difficile, soprattutto di sera. E dove basta poco perché accada il peggio.
il problema maggiore però è la velocità. La carreggiata ampia invita a spingere sull’acceleratore. Il limite dei 50 km/h, raccontano i residenti, viene sistematicamente ignorato. Non solo. Nei fine settimana, via Petrocelli si trasformerebbe in un circuito improvvisato per gare clandestine tra auto e moto. Corse notturne, sorpassi azzardati, frenate improvvise. Una situazione che rende ancora più pericolosi gli attraversamenti, soprattutto nelle zone frequentate da famiglie e studenti.
I punti più pericolosi: fermate bus, scuole e incroci ciechi
Ci sono tratti che preoccupano più di altri. All’altezza del civico 213, vicino alla fermata del bus e a un’edicola, si sono già verificati diversi investimenti. Poco distante, nei pressi di un bar, si contano episodi ancora più gravi, con due incidenti mortali. Critica anche l’area vicino a scuola e parco, dove una rotatoria e le alberature riducono drasticamente la visibilità. Un mix pericoloso, soprattutto negli orari di ingresso e uscita degli studenti. A complicare tutto ci sono la sosta selvaggia e i rifiuti abbandonati, che restringono la carreggiata e coprono la visuale di chi attraversa o si immette in strada.
Le associazioni non si limitano alla denuncia e chiedono dossi rallentatori, autovelox fissi, semafori, potenziamento dell’illuminazione e rifacimento immediato della segnaletica. Misure concrete per riportare la situazione sotto controllo e ridurre il numero di incidenti. Nel frattempo è pronta anche un’interrogazione indirizzata al Municipio VII, con un focus sulla mancata manutenzione del verde. Perché, denunciano i residenti, le alberature non potate coprono completamente i segnali stradali.
Un quartiere in crescita, ma senza infrastrutture adeguate
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio. La Romanina è una zona in forte espansione, con nuove abitazioni, attività commerciali e un traffico in costante aumento, anche per la vicinanza con il Grande Raccordo Anulare e il polo universitario di Tor Vergata. Ma alla crescita non è corrisposto un adeguamento delle infrastrutture. Strade come via Petrocelli restano sotto pressione, senza interventi strutturali capaci di reggere il volume di traffico.
Non è la prima volta che il quartiere alza la voce. Nei mesi scorsi, durante alcune manifestazioni, residenti e famiglie hanno scelto come slogan la frase “Investire per non essere investiti”. Un messaggio che oggi torna con più forza, dopo l’ennesimo incidente. Non si può continuare a intervenire solo dopo gli incidenti. Serve un piano serio, coordinato, immediato. Perché qui non si parla più di disagi, ma di sicurezza quotidiana. E a via Petrocelli, oggi, anche attraversare la strada è diventato un azzardo.