Roma, Ipab San Michele, la Regione alza le mani: “Niente illeciti”. Ma resta la “leggerezza” nell’assegnazione di fondi pubblici

Roma ex Ipab a Tor Marancia, foto Google Maps

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L’ultima novità è tutta in una frase che, in politica, vale più di un comunicato intero: “Nessun illecito”, sì, ma “leggerezze” e soprattutto “raccomandazioni”. In Commissione Trasparenza Lazio, l’assessore della Giunta Rocca, Massimiliano Maselli, riferisce l’esito della verifica interna: all’Asp San Michele di Roma (l’istituto sanitario di piazzale Antonio Tosti n.4) non emergerebbero condotte illegittime, però viene chiesto un regolamento per i contributi e un piano delle attività. Traduzione: tutto formalmente in ordine, ma il ‘manuale delle istruzioni’ mancava. (inseriamo il comunicato stampa integrale della Regione alla fine di questo articolo).

Il detonatore: l’inchiesta e l’audizione richiesta dalle opposizioni

La miccia, si sa, l’ha accesa l’inchiesta di Fanpage.it. E in Aula, in Commissione Trasparenza Lazio, è arrivata la politica, con l’audizione incardinata dal presidente della Commissione, Massimiliano Valeriani, su richiesta delle opposizioni politiche regioanli. Il punto non è secondario: il San Michele viene ricordato come la più grande Asp del territorio e la seconda in Italia, con un patrimonio indicato attorno ai 100 milioni. Quando un “colosso” del welfare finisce sotto i riflettori, la trasparenza non è un optional: è una prova di tenuta istituzionale.

“Non sono soldi regionali”: la difesa e la cornice politica

L’assessore Maselli sceglie una linea netta: parla di ricostruzione “a senso unico” e mette subito un paletto, politico prima ancora che contabile. Non si tratterebbe di risorse regionali e, anzi, da quando è in carica il contributo regionale alle Asp sarebbe stato azzerato. Le aziende, sostiene, hanno patrimoni importanti da mettere a reddito: morosità ridotte, immobili valorizzati, gestione resa più efficiente. È la narrativa della Francesco Rocca: rigore, razionalizzazione, conti in ordine. Peccato che la politica, spesso, inciampi proprio dove i numeri sembrano più solidi.

La “leggerezza” che fa rumore: pagare prima, controllare dopo

Il cuore che punge sta nei tre contributi citati durante il dibattito: secondo l’assessore, erogare fondi prima della rendicontazione è stata una “leggerezza” dell’ente. Leggerezza, appunto: parola gentile per descrivere una prassi che, se non è illegale, è comunque politicamente esplosiva. La verifica avrebbe accertato che i progetti non sono stati realizzati e che i contributi sono stati restituiti. Bene. Ma la domanda resta sospesa, come in un romanzo politico: perché le regole arrivano sempre dopo, mai prima?

“Formalmente tutto a posto” non basta: l’affondo dell’opposizione

Ed ecco il crescendo: l’opposizione non contesta solo un atto, contesta un clima. Mario Ciarla, Marietta Tidei, Emanuela Droghei, Eleonora Mattia e Michela Califano mettono a verbale un concetto semplice: anche se non ci sono illeciti, c’è un problema politico. La correttezza “formale” non garantisce la qualità della spesa. E il fatto che non siano fondi regionali non autorizza un’autonomia senza bussola: patrimonio pubblico, responsabilità pubblica.

La maggioranza annuisce e la morale si scrive da sola

Curiosamente, anche dalla maggioranza arriva un’eco: Daniele Sabatini parla di istituti storici, in trasformazione, che meritano attenzione e trasparenza; ricorda come per anni abbiano avuto “libertà di movimento”, talvolta persino senza bilanci pubblicati. Nella replica, Maselli chiude con un’immagine che è già un titolo: organismi “con un busto robusto e gambe d’argilla”. Ecco la sintesi politica: conti in crescita (utile oltre 2,2 milioni, rivendica l’assessore), ma governance da irrobustire. Nessun illecito, d’accordo. Però la vera trasparenza non è dire “tutto a posto”: è fare in modo che non serva più nemmeno dirlo.

Il Comunicato della regione Lazio, Commissione Trasparenza

San Michele, Maselli: “Nessun illecito, ma leggerezza nell’assegnazione dei contributi”.
L’assessore ai Servizi sociali riferisce in commissione Trasparenza dopo l’inchiesta giornalistica sull’attività dell’Asp.
L’Asp San Michele03/02/2026

“La commissione di verifica delle procedure nominata dalla Giunta ha stabilito che all’Asp San Michele non è stato commesso nessun illecito, ma ha raccomandato l’adozione di un regolamento per la concessione dei contributi e di un piano delle attività”.
Questo il punto centrale della relazione dell’assessore Massimiliano Maselli in commissione Trasparenza, presieduta da Massimiliano Valeriani, dopo l’inchiesta giornalistica di Fan Page che aveva puntato l’attenzione su una serie di affidamenti, di incarichi e contributi concessi dall’Azienda di servizi alla persona.
L’audizione è stata introdotta da Valeriani: “Questa convocazione è stata richiesta dalle opposizioni, Sul San Michele si è letto molto, si tratta della più grande Asp del Lazio, la seconda italiana, con un patrimonio di circa 100 milioni di euro. Dopo l’inchiesta di Fan page che denunciava l’utilizzo della struttura per iniziative a favore della politica è opportuno chiedere informazioni su procedure e trasparenza.
L’assessore Maselli ha parlato di “inchiesta giornalistica a senso unico. Intanto va chiarito che non si tratta di risorse regionali: da quando sono assessore è stato azzerato il contributo regionale alle Asp, che hanno un patrimonio ingente, e lo devono mettere a reddito. Sono state eliminate le morosità, valorizzati tutti gli immobili”.
Per quanto riguarda le procedure oggetto dell’inchiesta, Masini ha precisato che “non rientrano nell’attività di controllo della direzione regionale, ma che la Giunta ha subito nominato una commissione per la verifica delle procedure, guidata dalla responsabile dell’anticorruzione Maria Chiara Coletti. Da questa relazione non sono emerse attività illecite, ma nella relazione vengono avanzate una sere di raccomandazione, che rivolgeremo anche alle altre Asp: dsi devono dotare di regolamenti per i contributi, di piani triennali delle attività. Faccio presente che solo dopo questa relazione il presidente della Regione ha proceduto alla nomina del nuovo cda del San Michele, in cui è stato confermato presidente Giovanni Libanori”.
Masini si è soffermato in particolare sui tre contributi dati ad altrettante associazioni di cui ha parlato Fan Page: “Erogare il contributo prima di avere una rendicontazione del progetto è stata una leggerezza da parte del San Michele. Comunque, è stato verificato che quei tre progetti non sono stati fatti e il contributo è stato restituito. Proprio per evitare questi casi serve un preciso regolamento”.
L’assessore ha fatto il punto anche sulla gestione complessiva dell’Asp valutando positivamente l’aumento dell’utile, arrivato a oltre 2 milioni e 200mila euro nell’ultimo bilancio.
Nel corso del dibattito seguito alla relazione Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Iv), Emanuela Droghei (Pd), Eleonora Mattia (Pd) e Michela Califano (Pd) hanno spiegato che “anche se formalmente è tutto a posto, resta un problema politico, che non nasce da oggi: serve maggiore attenzione sulle Asp per far in modo che non ci sia soltanto una correttezza formale, ma che quei soldi siano spesi bene. Il fatto che non gestiscano fondi regionali non vuole dire che possano fare quello che vogliono”.
Daniele Sabatini (FdI) si è detto”fermamente convinto che il tema delle Asp meriti tutta la nostra attenzione, sono istituti radicati nei secoli, soggetti che vivono un percorso di trasformazione che non è ancora esaurito. Bene la maggiore redditività del loro, ma questo non significa che noi non dobbiamo prestare attenzione a come vengono spesi quei fondi. Per tantissimo tempo questi istituti hanno goduto di una certa libertà di movimento. Ci sono Asp che fino a pochi mesi fa non avevano mai pubblicato i loro bilanci”.
Nella sua replica Maselli ha parlato “di riflessione importante fatta in commissione. Nella scorsa legislatura c’è stata una riforma straordinaria, da 55 Ipab siamo passati a 12 Asp, noi stiamo continuando su quella strada e siamo arrivati a 9. Le Asp danno servizi importanti, ma sono organismi con un busto robusto e gambe d’argilla. Servono maggiori competenze”.
A cura dell’Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio.