Roma, l’aggressore di San Lorenzo colpisce ancora: aggredita una bambina di 12 anni

aggressione San Lorenzo

L’aggressore di San Lorenzo ha colpito ancora. Di mattina presto, in strada. Questa volta una bambina di 12 anni. E mentre il quartiere è sotto shock, l’uomo – già identificato, già fermato, già sottoposto a TSO  – è di nuovo libero, tanto da essere stato riconosciuto da una delle vittime seduto tranquillamente al bar. Una storia che indigna e che riapre una ferita mai chiusa: quella della sicurezza urbana a Roma, lasciata sospesa tra burocrazia, emergenza sociale e assenza di risposte concrete.

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L’ultima aggressione sulla Tiburtina: una bambina colpita alle 8.20

L’episodio più recente risale a due giorni fa, intorno alle 8.20 del mattino, in via Tiburtina. Fortunatamente questa volta non ci sono state gravi conseguenze, ma lo spavento è stato tanto. E anche questa è stata un’aggressione improvvisa, senza apparente motivo, stavolta ai danni di una minorenne. E a soli due giorni di distanza dalla precedente aggressione, quella alla mamma con il bambino. Un’aggressione che riaccende la paura tra famiglie e residenti, soprattutto perché arriva dopo una sequenza di violenze già note alle forze dell’ordine.

Lunedì 2 febbraio infatti l’uomo, un 22enne tunisino senza fissa dimora, era stato indicato come autore di più aggressioni in strada per le strade di San Lorenzo. La più grave, quella contro una donna di 44 anni, colpita con un pugno violentissimo al volto mentre stava tornando a casa dopo essere andata a prendere il figlio a scuola in bicicletta. Una violenza cieca e immotivata, che le ha causato lesioni tali da rendere necessario un intervento chirurgico, che verrà effettuato oggi.

Le testimonianze dei residenti, le segnalazioni e le immagini delle telecamere hanno portato all’individuazione dell’uomo, fermato in via dei Volsci grazie a un intervento congiunto di polizia e carabinieri.

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Rilasciato dopo il TSO

Dopo l’identificazione, l’uomo è stato accompagnato al Policlinico Umberto I e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio per una valutazione psichiatrica. Una misura necessaria nell’immediato, ma che non ha risolto il problema di fondo. Perché, nonostante le denunce, l’uomo non è stato arrestato. Ed è di nuovo in circolazione. Libero. Al punto che una delle persone aggredite lo avrebbe incrociato serenamente in un bar del quartiere.

La domanda rimbalza tra genitoricommerciantiresidenti: cosa deve accadere ancora prima che qualcuno intervenga in modo definitivo? Le aggressioni sono avvenute in pieno giorno, in contesti quotidiani, mentre le vittime erano con i figli o stavano andando a scuola. Il risultato è un clima di allarme costante, alimentato dalla sensazione che chi colpisce possa tornare a farlo da un momento all’altro.

San Lorenzo, ma non solo

San Lorenzo, come altre zone limitrofe come l’Esquilino, ma allargandosi anche il Pigneto o tante zone periferiche di Roma, convive da anni con una forte marginalità sociale, aggravata dalla presenza della tensostruttura comunale di Porta San Lorenzo, che ha aumentato il numero di persone in difficoltà che gravitano nell’area. Ma spiegare non significa giustificare. E soprattutto non basta più. Perché qui non si parla solo di disagio, ma di aggressioni ripetute, di vittime, e adesso anche di minori colpiti.

La storia del tunisino mette a nudo una contraddizione che Roma conosce bene: l’intervento emergenziale che non si trasforma mai in soluzione strutturale. Il TSO, la denuncia, il rilascio. E poi tutto da capo. Nel frattempo, chi vive nel quartiere e si ritrova questi soggetti ogni giorno davanti agli occhi resta solo con la propria paura. E si chiede: quanto deve essere alto il prezzo da pagare prima che la sicurezza torni a essere una priorità reale?