Roma: lavoro nero e carenze igieniche, chiusi 4 locali tra Cecchignola e Laurentino 38
Tre arresti, attività commerciali sospese, sanzioni pesanti e controlli a tappeto tra Cecchignola e Laurentino 38. Il nuovo intervento dei Carabinieri della Compagnia Roma EUR, affiancati dai nuclei specializzati del NAS, del NIL e del Nucleo Cinofili, fotografa una realtà che nelle periferie romane non riguarda soltanto l’ordine pubblico. Ma anche la qualità della convivenza civile. Non è stato un semplice servizio di routine. L’operazione si inserisce in una strategia più ampia, definita in Prefettura, che punta a rimettere al centro legalità, salute pubblica e dignità del lavoro.
Un controllo che va oltre la cronaca nera
Il dato più evidente è quello numerico: 3 persone arrestate, 5 segnalate alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti, 4 attività commerciali sanzionate per quasi 28 mila euro, tre delle quali sospese, oltre a multe al Codice della Strada per 835 euro. Ma il punto politico è un altro. Quando in un quadrante urbano si concentrano evasione delle regole, lavoro irregolare e carenze igienico-sanitarie, la sicurezza non è più soltanto repressione del reato. Diventa presidio quotidiano dello spazio pubblico, tutela dei consumatori e difesa di chi lavora nel rispetto delle norme.
Gli arresti e il nodo della recidiva
Tra i casi emersi nel corso del blitz c’è quello di un 30enne peruviano, già ai domiciliari, sorpreso in viale dell’Esercito senza autorizzazione: per lui è scattato l’arresto in flagranza e il ritorno alla precedente misura, in attesa del rito direttissimo. A questo si aggiungono due esecuzioni di provvedimenti restrittivi nei confronti di due romani, di 51 e 28 anni. Il primo ha visto aggravata la misura per ripetute violazioni dei domiciliari; il secondo dovrà scontare una condanna a 2 anni e 4 mesi per rapina, lesioni aggravate e violenza privata commessi nel 2022. Entrambi sono stati portati a Regina Coeli.
Commercio, igiene e lavoro nero: la vera faglia sociale
L’altro fronte dell’operazione racconta forse la parte più profonda del problema. I controlli dei NAS hanno portato a sanzioni per un panificio di via Tommaso Arcidiacono, punito per la mancata applicazione dei sistemi di autocontrollo H.A.C.C.P., e per un ristorante sushi in via Laurentina, dove sono state riscontrate carenze igienico-sanitarie tali da determinare anche la sospensione dell’attività. Ancora più significativo il lavoro del NIL: in due autolavaggi della zona sono stati trovati lavoratori in nero. In uno c’era un dipendente irregolare, nell’altro addirittura tre. Le sanzioni, in questo caso, parlano da sole: 4.450 euro nel primo caso, 18.400 nel secondo.
Il messaggio alle periferie di Roma
Cecchignola e Laurentino 38 tornano così al centro di una questione che Roma conosce bene: nelle periferie, il degrado non nasce mai da un solo fattore, ma dall’accumulo di illegalità tollerate, piccole o grandi che siano. Il blitz dei Carabinieri prova a interrompere questa catena, mostrando che sicurezza, salute e lavoro regolare sono parti dello stesso discorso pubblico. Complessivamente sono state identificate 105 persone e controllati 35 veicoli. Un segnale netto, che però da solo non basta: i controlli servono, ma la tenuta dei quartieri si misura anche sulla continuità della presenza dello Stato. Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva.