Roma, l’ex distributore Agip inglobato nel Parco di Centocelle va a bando: torna l’incubo Tor Fiscale che riaccende la miccia a sinistra
Il Campidoglio rimette mano ai beni pubblici e apre un nuovo fronte politico nel cuore di Centocelle: non è il Municipio V a decidere, ma la Giunta Capitolina: con la deliberazione n. 173 del 28 maggio (che inseriamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo), Roma ha approvato il bando per affidare in concessione la “Bacciocchina”, l’ex stazione di servizio Agip dentro il Parco di Centocelle, con ingresso da via Casilina 890. Una scelta amministrativa solo in apparenza. Perché dietro il linguaggio dei bandi si muove una partita molto più larga: chi governa davvero il destino degli spazi pubblici della città?
Parliamo di una vecchia pompa di benzina anni ’80 su via Casilina, in un’area che è stata ricondotta dentro il progetto di recupero e valorizzazione del Parco archeologico di Centocelle e che dovrebbe divenire una sorta di eco-museo.
Canone, gara e concessione
La concessione della struttura che verrà completamente ristrutturata a spese dell’erario pubblico sarà onerosa, ossia a pagamento. Il canone non potrà essere inferiore al valore di mercato stimato dagli uffici capitolini e saranno ammesse solo offerte in rialzo. La durata prevista è di sei anni, rinnovabili per altri sei. In pratica, chi vincerà potrà gestire una porzione dell’ex Agip fino a dodici anni, dentro un’area pubblica dal forte valore ambientale e archeologico.
Il nodo: beni comuni o mercato?
Il punto più delicato è la natura del bando. Potranno partecipare associazioni, cooperative, realtà culturali e sociali, ma anche imprese, imprese artigiane e soggetti economici. La cornice ufficiale è quella della rigenerazione sociale, della valorizzazione culturale e della creazione di opportunità occupazionali. Ma il messaggio politico è chiaro: dentro un parco pubblico – dell’eco museo – entra anche la logica del canone e dell’attività economica pro business.
La Bacciocchina divisa in due
Il documento comunale spiega che circa metà della struttura, denominata Bacciocchina, è già stata interessata da un patto di collaborazione culturale, mentre per la parte restante si procederà con la concessione tramite avviso pubblico. Due strade diverse nello stesso edificio: da una parte la ‘cura civica’, dall’altra la gara con risvolto economico. Ed è proprio qui che la vicenda può diventare esplosiva.
Le domande aperte
Restano diversi punti da chiarire: quanto vale davvero il canone? Quali superfici saranno affidate di preciso? Quanto è costata la ristrutturazione dell’ex Agip? Chi gestisce la parte già inserita nel patto di collaborazione? Quali attività saranno consentite dentro il Parco di Centocelle? Al momento, nessuna risposta tra le carte.
L’ombra di Tor Fiscale
Il precedente è Tor Fiscale, altra ferita aperta nel centrosinistra romano. Anche lì un bene pubblico dentro un’area verde di pregio, un bando, un cambio di gestione, tensioni con il mondo associativo e accuse di voler piegare i beni comuni alla logica della redditività. Il caso aveva agitato il Municipio VII per mesi e riacceso il dibattito sulla gestione del patrimonio pubblico di rilevante valore.
Una miccia nel campo largo
Centocelle rischia ora di diventare il nuovo Tor Fiscale. Non perché le due storie siano identiche, ma perché toccano lo stesso nervo scoperto: chi decide il destino degli spazi pubblici di valore archeologico, paesaggistico e storico? Il Campidoglio punta su bandi, canoni e valorizzazione. Una parte della sinistra, però, teme che dietro la parola “rigenerazione” possa nascondersi un arretramento sempre più feroce dell’idea di bene comune. La Bacciocchina, da piccolo edificio nel parco, diventa così un simbolo politico.