Roma Lido tra caldo e assembramenti. E alla fine le porte si aprono dal lato sbagliato
Ancora caldo e assembramenti sulla Roma Lido. Quel tratto di ferrovia concessa di proprietà della regione Lazio, ma il cui esercizio spetta ad Atac. In virtù di un accordo che adesso è in fase di revisione. E che dovrebbe portare a breve al trasferimento di tutte le competenze da Roma capitale alla stessa regione. Intanto però, la tratta rischia di restare un po’ come una terra di nessuno. Con frequenti disservizi, corse che saltano e pendolari inferociti. Per non parlare dei problemi di manutenzione. Dei quali forse il più clamoroso ha riguardato un cavo dell’alta tensione che si è staccato. Colpendo il tetto di un vagone, e causando un principio di incendio. Il corriere.it invece è andato a fare una verifica, per riportare quanto accade sulla linea in questi giorni di inizio estate. E il quadro che ne emerge non è per nulla entusiasmante. Cosa che d’altronde era già stata denunciata da alcune associazioni dei pendolari, come ad esempio odisseaquotidiana. Ma il racconto di una giornata tipo lascia interdetti. Fino alla ciliegina finale, con le porte dei vagoni che alla stazione Stella Polare di Ostia si aprono all’incontrario.
Si staccano i cavi elettrici della Roma Lido. Panico e fuga tra i passeggeri
Sulla Roma Lido si rischia di precipitare sui binari
La scritta rossa sul display della stazione di Porta San Paolo della Roma Lido indica come imminente l’orario per il treno in partenza per Ostia. Il convoglio ha le porte aperte e tutti s’infilano nelle carrozze nella speranza di trovare un posto a sedere, anche con la scritta di divieto di seduta per rispettare la distanza. Il Covid non fa più paura evidentemente. Lo spazio all’interno del vagone è pressoché esaurito. Il mare che per ora si vede è quello di teste che riempie il corridoio. Qualcuno sente l’annuncio che il treno è un altro. Improvvisamente una fiumana di gente esce per correre a conquistarsi di nuovo il passaggio per la spiaggia. Ma è solo una tappa, tutti ammassati davanti a un mezzo ma è l’altro in arrivo che partirà. A bordo la temperatura raggiunge i 29 gradi. Tutti indossano la mascherina. Di distanza interpersonale non se ne parla. La situazione non è tanto diversa sul treno successivo. Forse un po’ meno gente per via dell’orario. Ed è una fortuna. Arrivati alla stazione “Stella Polare” infatti, si aprono le porte dal lato sbagliato. Quelle che danno sui binari e non sulla banchina. Fortunatamente non cade nessuno. Ma è unanime il coro di «ohh» indirizzato al lontano conducente. Passa quasi un minuto prima che si aprano le porte, quelle giuste. E ancora dopo, chiuse quelle sbagliate. scendono tutti. Non è il capolinea, ma due passi, forse, sono meglio.