Roma maglia nera per gli incidenti stradali. Le buche uccidono come il covid

Roma purtroppo conquista un’altra maglia nera. Quella relativa al numero di incidenti stradali, e alla percentuale di decessi in seguito ai sinistri. In una classifica stilata da Legambiente e riferita alle 14 maggiori città italiane. Certamente un record del quale avremmo fatto volentieri a meno. Ma che appare quasi inevitabile, se si considera lo stato disastroso in cui versano molte strade della Capitale. Gli alberi non potati, che ostruiscono la visuale agli incroci e che spesso coprono anche i semafori. L’illuminazione scadente, e chi più ne ha più ne metta. Non da ultimo, appare molto pericolosa la presenza di micro cantieri sparsi un po’ ovunque. Con la carreggiata che viene ridotta, e la buca di turno circondata con reti di plastica rossa. Salvo poi rimanere così per mesi. Non si sa se per la lentezza dei lavori, o perché comune e municipi non hanno i soldi per intervenire. Insomma, un mezzo disastro, che si aggiunge a una quantità di veicoli privati elevatissima. Quasi due milioni di mezzi circolanti, tra automobili moto e scooter. Normale anche questo, se il trasporto pubblico è carente. E così non soltanto si inquina troppo, ma si rischia anche la vita. Come dimostrano impietose le statistiche di questi mesi.

Oltre 12000 incidenti stradali nel 2019 con un morto ogni tre giorni. Il triste record di una città allo sbando

I dati diffusi nel dossier di Legambiente ‘Sicurezza stradale nelle città” sono davvero impietosi. E bocciano senza appello la Capitale. Con oltre 12000 incidenti stradali registrati nel 2019, circa 33 al giorno. E non va meglio se teniamo in conto solo i sinistri più gravi. Perché circolando per Roma si rischia davvero di morire. Con un decesso registrato circa ogni tre giorni. Le cause di questo disastro sono molteplici, e Legambiente punta il dito su un trasporto pubblico non all’altezza. Che comporta di riflesso un uso eccessivo dell’auto privata. Ma anche all’assenza di alcune infrastrutture dedicate ad esempio ai ciclisti. Con le piste ciclabili ferme a poco più di 100 chilometri. Nonostante le promesse della giunta Raggi. Quando si parlava di 3 chilometri di nuove corsie protette che avrebbero visto la luce ogni giorno. Fantascienza. E poi ci sono i tratti a scorrimento veloce, come la Togliatti e la Colombo. E quelli molto affollati di pedoni, come le zone vicino a Termini. Ma anche alcune aree di Prati e dell’Esquilino. Insomma, una mappa del rischio che rischia di farci venire i brividi ogni volta che usciamo. Covid e lockdown permettendo.

Ecco le zone più a rischio della Capitale

Il dossier illustrato dal Presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi va ad individuare anche le aree più a rischio di Roma. Dal punto di vista della frequenza e della pericolosità degli incidenti stradali. Così ai primi posti troviamo le grandi strade a scorrimento veloce. Via Prenestina all’altezza di Largo Preneste, via Boccea in zona Piazza dei Giureconsulti. L’incrocio tra via Cristoforo Colombo e via Vedana. Ma anche via dei Gelsi e via dei Ciclamini a Centocelle. E tutta la zona di Prati, dell’Esquilino e i dintorni di Termini. Insomma, le zone rosse a Roma sono molte. Ma in questo caso il covid non c’entra. Piuttosto, servono investimenti sulle infrastrutture che non sono stati mai fatti. E a quel punto, sarà possibile chiedere anche una maggiore disciplina a chi guida. Per ora però, rimane soltanto la triste conta dei morti.

https://www.romatoday.it/cronaca/incidente-stradale/roma-dati-2019.html