Roma, “Mamma perdonami, ma mi ammazzo”: va nel Parco di Centocelle e fissa una corda all’albero. Salvato in extremis
I messaggi d’addio alla madre, poi la corsa nel buio tra la vegetazione del Parco di Centocelle. Il ragazzo era già sulla sedia, con una corda al collo fissata a un ramo. Quando ha visto i Carabinieri ha minacciato di uccidersi. Un militare gli ha parlato per circa 25 minuti, fino a convincerlo a desistere.
Sono stati proprio quei messaggi a far partire l’allarme. Una donna si è presentata nella serata di ieri alla Stazione dei Carabinieri di Roma Cinecittà, in evidente stato di agitazione: suo figlio, quasi trent’anni, le aveva appena mandato dei messaggi d’addio che non lasciavano spazio a dubbi sulla gravità della situazione. I militari non hanno perso tempo. Hanno raccolto le prime informazioni e sono partiti alla ricerca del giovane, concentrando gli accertamenti sul Parco di Centocelle. Lo hanno trovato dopo essersi addentrati a piedi per circa 300 metri nella vegetazione.
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Il ragazzo sulla sedia con la corda al collo
Quando i Carabinieri lo hanno individuato, il 27enne si trovava in forte stato di alterazione emotiva. Era in piedi su una sedia, con una corda legata al collo e fissata a un ramo. La situazione era estremamente delicata. Alla vista delle uniformi, il ragazzo ha minacciato di compiere immediatamente il gesto estremo se qualcuno si fosse avvicinato. A quel punto un Carabiniere ha scelto di non forzare l’intervento. Si è fermato e ha iniziato a parlargli. È iniziata così una negoziazione durata circa 25 minuti. Il militare ha ascoltato il giovane, cercando di instaurare un rapporto di fiducia e di empatia. Nel corso del colloquio il 27enne ha raccontato le proprie forti insoddisfazioni personali e professionali.
Il militare non ha mai cercato di forzare il ragazzo. Solo il dialogo, mentre il 27enne continuava a trovarsi in una posizione di estremo pericolo. Poi il Carabiniere ha utilizzato un pretesto per riuscire ad avvicinarsi in sicurezza e stabilire un contatto fisico. E quello è stato il momento decisivo. Il militare è riuscito a convincere, con delicatezza, il ragazzo a desistere e, insieme agli altri Carabinieri, lo ha immediatamente aiutato a scendere dalla sedia.
Liberato dal cappio e affidato al 118
Una volta a terra, i militari lo hanno liberato dalla corda. Il cappio gli aveva già provocato lievi lesioni e difficoltà respiratorie. I sanitari del 118, già allertati durante l’intervento, hanno preso in carico il giovane e lo hanno trasportato all’Ospedale San Giovanni per gli accertamenti necessari.
La parte più difficile era ormai finita. In ospedale il 27enne ha potuto infine riabbracciare i propri familiari. Le sue condizioni di salute sono abbastanza buone.