Roma, massacrano di botte l’influencer “Guardian of Rome” davanti ai turisti perché sventa la truffa delle 3 campanelle: chiesto il carcere per gli aggressori

Guardian of Rome Ash Kamangar

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Li aveva ripresi mentre, davanti a decine di turisti, cercavano di mettere a segno la classica truffa delle tre campanelle a pochi passi dalla Fontana di Trevi. Aveva provato a fermarli, come aveva già fatto tante altre volte. Ma quella scelta gli è costata carissima. Ash Kamangar, conosciuto sui social come “Guardian of Rome”, è stato preso a pugni fino a riportare fratture alla mascella, al naso e allo zigomo. Oggi, a oltre un mese dall’aggressione, la Procura di Roma ha chiesto il carcere per i due presunti responsabili.

L’interrogatorio preventivo davanti al gip è stato fissato per il 7 agosto. Al termine sarà deciso se accogliere la richiesta di misura cautelare.

L’aggressione davanti alla Fontana di Trevi: molteplici fratture al volto

I fatti risalgono al 26 giugno, nel cuore del centro storico di Roma. Ash Kamangar stava documentando con il telefono alcune truffe ai danni dei turisti, un’attività che porta avanti da tempo attraverso il suo progetto social Guardian of Rome, seguito da oltre 270 mila follower su Instagram. Dopo aver notato diversi gruppi intenti a utilizzare il trucco delle tre campanelle, il creator ha iniziato ad avvertire i turisti e a riprendere la scena. A quel punto due uomini, entrambi di origine romena, lo hanno aggredito con estrema violenza.

Il primo pugno lo ha fatto cadere a terra. Poi sono arrivati altri colpi al volto. L’aggressione si è conclusa solo quando Kamangar ha utilizzato uno spray al peperoncino, riuscendo a mettere in fuga gli aggressori prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Il pestaggio gli ha provocato fratture alla mandibola, al setto nasale e all’orbita destra, lesioni che hanno reso necessario un intervento chirurgico al volto. Per la Procura le conseguenze riportate dall’influencer sono particolarmente gravi, tanto da contestare ai due indagati il reato di lesioni gravissime. Determinanti per identificarli sarebbero stati i filmati registrati dallo stesso Kamangar, le immagini riprese da alcuni presenti e le testimonianze raccolte dagli agenti intervenuti sul posto.

Chi è Ash Kamangar, il “Guardian of Rome” che denuncia truffatori e borseggiatori

Ash Kamangar è un influencer di origine iraniana diventato noto sui social per i suoi video dedicati alla lotta contro borseggiatoritruffatori e microcriminalità nel centro storico di Roma. Con il profilo Guardian of Rome, seguito da centinaia di migliaia di persone, documenta quotidianamente i raggiri ai danni dei turisti, spesso collaborando con il content creator Simone Cicalone.

I suoi filmati mostrano borseggi nelle stazioni della metropolitana, truffe nelle piazze più frequentate e interventi diretti per mettere in guardia i visitatori stranieri. Un’attività che in passato gli era già costata minacce e aggressioni.

“Non mi arrenderò”: il messaggio dopo l’aggressione

Nei giorni successivi all’aggressione, Ash Kamangar aveva raccontato quanto accaduto attraverso un video pubblicato sui propri canali social. Con il volto tumefatto e ancora segnato dall’intervento, aveva spiegato di non avere alcuna intenzione di fermarsi.

«Sono salvo per miracolo, ma non mi arrenderò», aveva detto ai suoi follower, promettendo di continuare a documentare borseggiatori e truffatori che operano nel centro storico della Capitale. Aveva anche aperto una raccolta fondi, per ricomprare l’attrezzatura danneggiata durante il pestaggio. Già lo scorso anno Ash era stato aggredito mentre cercava di fermare un borseggiatore.

Ora la decisione del gip

La richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura di Roma rappresenta uno sviluppo importante dell’indagine. Il 7 agosto i due indagati compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio preventivo, durante il quale potranno fornire la propria versione dei fatti. Successivamente il gip deciderà se accogliere la richiesta di arresto formulata dai magistrati.

La truffa delle tre campanelle è tra le più diffuse, non solo a Roma. Anche se le forze dell’ordine mettono in guardia i cittadini da questo tipo di imbroglio, sono ancora tante le persone che si lasciano incantare da chi, in maniera abile, fa credere che sia facile individuare dove possa nascondersi l’oggetto sotto la campanella. Ma il trucco sta proprio nel non far indovinare mai a chi scommette dove si trova l’oggetto, riuscendo così a sottrarre alle vittime anche ingenti somme.