Roma, maxi blitz antidroga, 13 arresti: c’è anche Raffaele Pernasetti “er Palletta”, ex Banda della Magliana. Smantellato spaccio tra Trullo e Corviale
Un nome che arriva da lontano, dagli anni più bui della Roma criminale, e che oggi torna al centro di un’inchiesta pesante. Raffaele Pernasetti, detto “er Palletta”, storico volto della Banda della Magliana, è stato arrestato all’alba insieme ad altre 12 persone.
Il blitz all’alba: 13 arresti e il ritorno di “er Palletta”
Dalle prime luci del giorno, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, su disposizione del GIP del Tribunale di Roma e coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito 13 misure cautelari. Nove persone sono finite in carcere, quattro ai domiciliari. Le accuse vanno da associazione per delinquere, traffico di stupefacenti, porto abusivo di armi, ricettazione, fino a tentato omicidio e lesioni gravi, con l’aggravante del metodo mafioso. In totale ci sono 33 indagati.
Tra gli arrestati spicca il nome di Raffaele Pernasetti, 75 anni, uno dei protagonisti storici della Banda della Magliana. Un passato costruito accanto a figure come Franco Giuseppucci, Maurizio Abbatino ed Enrico De Pedis. Oggi, secondo gli inquirenti, avrebbe messo a disposizione contatti, esperienza e relazioni per alimentare un sistema di approvvigionamento di droga, sfruttando legami con il clan Senese e ambienti della ’ndrangheta. Il suo ruolo non sarebbe stato operativo sul campo, ma strategico. Una figura di peso, capace di aprire porte e garantire forniture.
Le piazze dello spaccio: Trullo, Corviale e Magliana sotto controllo
L’organizzazione, secondo l’accusa, gestiva lo spaccio in diversi quartieri della Capitale: Trullo, Corviale, Magliana, Monteverde e Garbatella. A guidare la parte operativa sarebbe stato un altro nome noto della mala romana, Manuel Severa, detto “Il Matto”, già arrestato e ritenuto uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè, avvenuto nel gennaio 2024 a Corviale. Un sistema radicato, capace di controllare il territorio e gestire i flussi di droga con continuità.
Tra i luoghi chiave dell’inchiesta c’è anche un ristorante di famiglia a Testaccio, dove Pernasetti lavorava come cuoco. Secondo i carabinieri era lì che avvenivano incontri con narcotrafficanti ed esponenti della criminalità organizzata. Conversazioni monitorate attraverso microspie e telecamere, che hanno permesso di ricostruire rapporti e dinamiche interne al gruppo.
Violenza e intimidazioni: pistola alla testa e gambizzazione
Non solo droga. A Pernasetti viene contestato anche un episodio di violenza: avrebbe minacciato un meccanico puntandogli una pistola alla testa per ottenere 8mila euro legati a una precedente cessione di stupefacenti. Al rifiuto, secondo l’accusa, sarebbe scattata la ritorsione. Un gruppo di fuoco avrebbe gambizzato l’uomo con tre colpi alle gambe in via Pian delle Torri, alla Magliana, nel marzo 2024. Un’azione ritenuta aggravata dal metodo mafioso.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati stupefacenti e armi. Ma il dato più rilevante resta un altro: pezzi della Banda della Magliana continuavano a muoversi sotto traccia. E Roma, ancora una volta, ha scoperto che certi capitoli non si sono mai davvero chiusi.


