Roma, maxi sequestro di gasolio di contrabbando: scoperti 26mila litri pronti a rifornire il mercato della Capitale

rifornimento carburante

Il carburante è alle stelle e qualcuno ne approfitta. Come i due conducenti del camion che, ufficialmente, avrebbe dovuto contenere olio industriale diretto in Spagna. Ma invece trasportava tutt’altro. A far scoprire che qualcosa non andava l’odore troppo forte di carburante e alcuni sigilli sospetti, che hanno fatto scattare il controllo approfondito. E dietro quella spedizione si è scoperto il traffico di 26mila litri di gasolio di contrabbando pronti a finire sul mercato nero di Roma.

A bloccare il carico sono stati i finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che hanno intercettato l’autoarticolato durante un controllo nei pressi di Capena, a nord della Capitale.

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Il controllo del tir

L’operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, impegnato in una serie di verifiche legate alle tensioni sui mercati energetici e al rischio di traffici illegali di carburante. Il camion fermato aveva targa straniera e trasportava numerosi contenitori da mille litri ciascuno. I documenti presentati dagli autisti sembravano in ordine: la lettera di vettura internazionale (CMR) indicava un carico di olio industriale proveniente dalla Germania e destinato alla Spagna. Ma ai militari è bastato avvicinarsi al mezzo per capire che qualcosa non quadrava. L’odore intenso di idrocarburi e alcune irregolarità nei sigilli hanno spinto i finanzieri ad andare oltre la semplice verifica dei documenti.

Per fugare ogni dubbio, i militari hanno effettuato un controllo tecnico con un termodensimetro, lo strumento utilizzato per analizzare la composizione dei carburanti. E si sono subito accorti che nei contenitori non c’era olio industriale, ma gasolio per autotrazione. In totale sono stati scoperti 26.000 litri di carburante, pronti per essere distribuiti sul mercato illegale.

Il trucco dei contenitori mobili per eludere le accise

I finanzieri hanno ricostruito anche il meccanismo utilizzato per aggirare i controlli. Il gasolio non viaggiava in classiche cisterne in acciaio integrate nel camion, ma in grandi contenitori di plastica da mille litri. Una soluzione spesso utilizzata nei circuiti illegali perché rende più semplice scaricare rapidamente il carburante in depositi non autorizzati. Questo sistema consente anche di miscelare il prodotto con additivi e farlo passare come olio industriale, evitando così i controlli sulle accise e riducendo drasticamente i costi, immettendo sul mercato carburante a prezzi stracciati.

Al termine delle verifiche, i finanzieri hanno disposto il sequestro dell’intero carico di 26mila litri di gasolio e dello stesso autoarticolato utilizzato per il trasporto. I due conducenti del mezzo, cittadini polacchi, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Tivoli con l’accusa di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa, oltre a violazioni legate alla circolazione del carburante.