Roma, maxi sgombero al Laurentino 38. Ma dal centro sociale annunciano: “Non ci arrendiamo, ci vediamo qui alle 16” (VIDEO)

sgomberi Laurentino 38

Varchi blindati e camionette: questa mattina all’alba al Laurentino 38, uno dei quartieri più delicati della periferia sud di Roma, è scattato il maxi sgombero coordinato dalla Questura di Roma per liberare uno stabile Ater occupato e riconsegnarlo all’ente proprietario, con una presenza massiccia di forze dell’ordine, tecnici e servizi essenziali. Lo scopo era quello di chiudere una lunga stagione di occupazioni abusive e riportare legalità in una zona da anni al centro di tensioni sociali e criticità urbanistiche.

Bonifica e allarme anti-intrusione

L’intervento è partito intorno alle 7 del mattino, sotto il coordinamento del dirigente del IX Distretto Esposizione, con una vera e propria cinturazione dell’area. Sono stati istituiti varchi di accesso controllati per delimitare il perimetro interessato e regolare il passaggio di residenti, commercianti e operatori. In campo una task force composta da Polizia di Stato, forze di polizia, Polizia Locale di Roma Capitale, personale sanitario della Asl Roma 2, operatori Ama, tecnici Ater e unità della Sala operativa sociale del Comune. Il dispositivo era stato definito nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto di Roma, dopo una lunga attività di analisi sulle occupazioni abusive stratificate nel tempo all’interno del complesso.

Una volta entrate le forze dell’ordine, i tecnici Ater hanno avviato subito la bonifica dello stabile. Non una semplice liberazione degli spazi, ma un intervento strutturale, con l’abbattimento di parti murarie e messa inagibile del sito per impedire nuove occupazioni. Successivamente l’intero perimetro è stato messo in sicurezza con sistemi di allarme antintrusione, in vista dei futuri lavori di riqualificazione che saranno pianificati dall’ente. Anche l’area verde adiacente è rimasta presidiata dalle unità ippomontate della Questura in assetto di ordine pubblico, senza però impedire l’accesso ai cittadini. Ad Acea e Areti è stata affidata invece la messa in sicurezza degli impianti idrici ed elettrici.

Nessun occupante dentro, sul tetto gli attivisti del centro sociale

Al momento dell’ingresso nello stabile, all’interno non è stato trovato nessun occupante. Diversa la situazione all’esterno: una decina di attivisti riconducibili al centro sociale Laurentino 38 si sono posizionati sul lastrico solare dell’edificio interessato dall’operazione. Nel corso delle ore si sono aggiunte circa 80 persone, radunate nei ballatoi vicini agli accessi dello stabile appena liberato. La situazione è rimasta sotto controllo per tutta la durata dell’intervento. Le forze dell’ordine hanno monitorato ogni fase e non si sono registrati scontri né particolari criticità.

Ma intanto dal Centro Sociale annunciano che non si cederanno così facilmente. “Noi siamo sul tetto del sesto ponte occupato e fuori c’è già un presidio solidale”, scrivono su Facebook. “Davanti a noi il cantiere Ater del quinto ponte: case per cui abbiamo lottato con chi abita in quartiere, case che ancora restano vuote e incompiute. Da oggi vogliono distruggere anche le case dove siamo cresciuti, dove è passata gente da ogni parte del mondo, case che abbiamo costruito e curato giorno per giorno. Chiamiamo tutti a raggiungerci a via Domenico Giuliotti. Non gli regaliamo nulla, non gli regaliamo il posto dove sogniamo e lottiamo, non gli regaliamo una sola lacrima. Per chi può da ora in poi venite al Laurentino 38. Oggi pomeriggio ore 16 concentramento in quartiere”.

Nel corso dell’operazione è emersa anche una situazione di fragilità sociale. Grazie all’intervento della Sala operativa sociale di Roma Capitale, è stata trovata una soluzione abitativa per una donna in difficoltà, non legata però al centro sociale né agli occupanti dello stabile.