Roma, medici di base in sciopero per 48 ore: visite a rischio, ecco chi si ferma

Un medico di base che opera nella Regione Lazio

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A Roma scattano due giorni di sciopero dei medici di base, con studi e visite che potranno subire stop e rinvii il 15 e 16 settembre, ma la protesta non coinvolge indistintamente tutti i professionisti. La mobilitazione nazionale è stata proclamata dal Sindacato Medici Italiani (SMI) e ha ottenuto l’adesione della struttura regionale del Lazio. La FIMMG, invece, non partecipa: impossibile quindi parlare di una chiusura generalizzata degli ambulatori.

Perché i medici incrociano le braccia

Al centro dello scontro c’è l’accordo nazionale del 23 giugno 2026 sulle Case della Comunità. Lo SMI contesta soprattutto quello che definisce il “debito orario” imposto ai medici di famiglia e chiede di eliminare l’obbligatorietà delle ore da svolgere nelle nuove strutture territoriali. Il sindacato si oppone inoltre al ruolo unico della medicina generale e reclama un modello basato maggiormente sulla scelta volontaria dei professionisti.

Nel Lazio la protesta ha una particolarità

A Roma e nel Lazio la battaglia assume però una sfumatura diversa. Lo SMI Lazio ha chiarito che lo sciopero non è rivolto contro la Regione Lazio. L’accordo integrativo regionale sottoscritto sul territorio prevede infatti, secondo il sindacato, la volontarietà dell’adesione alle ore nelle Case della Comunità per i medici a ciclo di scelta. Il bersaglio resta quindi l’intesa nazionale, giudicata troppo rigida dalla sigla che ha proclamato lo sciopero.

A Roma assemblea dei camici bianchi

La protesta entra nel vivo proprio nella Capitale. Oggi, 15 settembre, dalle 10 alle 13, lo SMI ha convocato un’assemblea aperta ai medici del Lazio nella sede romana del sindacato, in via Sambucuccio d’Alando 9. Roma è una delle città scelte per le iniziative della giornata insieme, tra le altre, a Rieti, Milano, Palermo, Napoli e Pescara.

Ma non tutti gli studi resteranno chiusi

È questo il punto più importante per i pazienti. L’adesione allo sciopero non riguarda automaticamente tutti i medici di famiglia della Capitale. La FIMMG non aderisce alla mobilitazione, mentre la protesta è promossa dallo SMI. Di conseguenza potranno esserci ambulatori chiusi e appuntamenti rinviati accanto a studi che continueranno a lavorare normalmente. Prima di presentarsi dal proprio medico, quindi, la soluzione più semplice resta verificare direttamente l’apertura dello studio.

Due giorni delicati per migliaia di romani

Lo sciopero terminerà mercoledì 16 settembre, ma per due giorni la medicina territoriale romana dovrà fare i conti con una protesta che riporta al centro il futuro stesso del medico di famiglia. Per informazioni e consigli sanitari non urgenti nel Lazio resta operativo 24 ore su 24 il numero 116117, che fornisce informazioni sui servizi sanitari e può indirizzare gli utenti verso l’assistenza appropriata.

Lo scontro, dunque, non è soltanto sulle ore da trascorrere nelle Case della Comunità. Dietro lo sciopero c’è una domanda molto più grande: come cambierà nei prossimi anni il medico di famiglia che milioni di cittadini sono abituati a trovare sotto casa?