Roma, Metro B, arriva il sesto treno Hitachi, 18 mesi dopo il primo: ma nessuno è ancora in servizio
Roma accoglie il sesto nuovo treno Hitachi destinato alla Metro B, ma a 18 mesi dall’arrivo del primo convoglio nessuno dei nuovi mezzi risulta ancora entrato in servizio con i passeggeri. L’ultimo treno è giunto nella Capitale nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 ottobre 2026, alla stazione Ostiense, prima di essere trasferito al deposito di Magliana Nuova. Una nuova consegna per il programma di ammodernamento della metropolitana, mentre il debutto commerciale dei convogli continua a farsi attendere.
Sei treni a Roma, ma prima bisogna completare le verifiche
Il nuovo Hitachi, composto da sei carrozze e lungo circa 106 metri, dovrà affrontare i controlli necessari prima di poter circolare con i passeggeri. La fornitura complessiva comprende 36 convogli, destinati al rinnovo della flotta metropolitana romana. Ma le consegne e l’effettiva disponibilità dei mezzi restano due questioni distinte. Il numero dei treni arrivati non coincide infatti con quello dei treni pronti a rafforzare il servizio. E proprio su questo scarto si concentra un’attesa che dura ormai da un anno e mezzo.
Dal primo arrivo dell’aprile 2025 alle promesse disattese
Il primo Hitachi era arrivato a Roma l’8 aprile 2025. Allora il Campidoglio prospettava l’entrata in servizio già a giugno, con sei nuovi convogli operativi entro la fine dell’anno. Un calendario che non si è concretizzato. La vicenda era stata ricostruita anche dal Nuovo 7 Colli, che il 9 settembre aveva evidenziato l’assenza di nuovi treni in servizio a fronte di un investimento complessivo da circa 353 milioni di euro. Da allora è trascorso un altro mese, senza che sia emersa una data ufficiale e definitiva per la prima corsa.
Collaudi, autorizzazioni e il nodo dei 5.000 chilometri
Il problema riguarda soprattutto il percorso di omologazione. Il 7 agosto il Campidoglio ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e ad ANSFISA la relazione tecnica finale sulle verifiche del nuovo materiale rotabile. A settembre è stata avviata un’ulteriore fase autorizzativa. Prima dell’ingresso in servizio, il primo convoglio dovrà inoltre completare 5.000 chilometri di pre-esercizio, una procedura necessaria per la sicurezza dei passeggeri. Verifiche indispensabili, certamente, ma che non cancellano il progressivo slittamento delle previsioni comunicate negli ultimi diciotto mesi.
Patanè punta su novembre, ma manca un giorno certo
L’ultima indicazione pubblica è arrivata il 15 settembre dall’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè. L’obiettivo dichiarato è quello di iniziare a immettere gradualmente in servizio i nuovi Hitachi entro novembre 2026. L’assessore aveva inoltre auspicato l’avvio del rodaggio nei primi giorni di ottobre. Oggi, tuttavia, non risulta pubblicamente confermata una data precisa per il debutto del primo treno. Resta quindi da chiarire se il percorso proceda secondo l’ultima previsione e quanti convogli potranno effettivamente trasportare passeggeri entro l’autunno.
Gualtieri e il cronoprogramma che continua a cambiare
Il punto politico riguarda il sindaco Roberto Gualtieri e la sua Giunta. Il Comune aveva presentato il rinnovo della flotta come uno degli interventi necessari a migliorare le frequenze della Metro B. Ma tra annunci e risultati il calendario ha subito ripetuti rinvii. Le verifiche tecniche dipendono anche dagli organismi competenti e dal costruttore, ma è l’amministrazione capitolina a dover spiegare ai cittadini come cambiano i tempi previsti. Dopo diciotto mesi, non basta più comunicare l’arrivo di un nuovo convoglio: servono scadenze aggiornate, verificabili e trasparenti.
Dai bus lenti alle Metro A e C: la mobilità resta il nodo
La questione Hitachi si inserisce in un problema più ampio. I bus romani continuano a confrontarsi con traffico e percorrenze spesso lente, mentre sulle Metro A e C disponibilità dei convogli e frequenze restano temi centrali per i pendolari, pur con situazioni diverse da linea a linea. Nel frattempo il Campidoglio porta avanti ZTL, controlli della velocità, autovelox e Photored, misure motivate anche dalla sicurezza stradale. La nuova stretta sulle consegne commerciali nella ZTL del centro, invece, è stata fermata in sede cautelare dal TAR, con effetti sospesi in attesa del giudizio.
Roma, la domanda che resta senza risposta
È proprio il rapporto tra limitazioni al traffico privato e qualità del trasporto pubblico a porre una questione politica alla Giunta Gualtieri. Ridurre il traffico e migliorare la sicurezza sono obiettivi dichiarati dell’amministrazione, ma per rendere concretamente più conveniente lasciare l’automobile occorre offrire alternative affidabili. E mentre il sesto Hitachi raggiunge Magliana, i romani aspettano ancora di sapere quando saliranno sul primo. Dopo diciotto mesi, la vera notizia non dovrebbe essere soltanto l’ennesimo treno arrivato, ma finalmente un treno partito con i passeggeri a bordo.