Roma, Metro B: salta la chiusura anticipata dal 7 gennaio, un nuovo treno in arrivo (forse) da metà aprile


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Roma, sembrava tutto pronto per cambiare le abitudini di migliaia di persone: dal 7 gennaio era stata messa in conto una chiusura serale anticipata della Metro B, con l’idea di liberare ore utili ai collaudi dei nuovi convogli. Invece no. Nelle ultime ore è arrivata la svolta: la linea non verrà “spenta” prima del solito. Per chi lavora fino a tardi, per chi usa la metro per rientrare dopo cena, per studenti e pendolari, è una notizia che pesa più di tante promesse: significa evitare un taglio secco al servizio in una fase dell’anno in cui alternative e traffico non aiutano.

Perché si parlava di chiusura anticipata della Metro B di Roma

Dietro la possibile riduzione dell’orario non c’era un capriccio, ma un nodo concreto: far correre i nuovi treni in prova senza interferire con il servizio ordinario. Il punto è che i collaudi richiedono tempo, regolarità e condizioni precise. E quando una linea è già piena, ogni ora “libera” diventa oro. Da qui l’ipotesi di anticipare la chiusura serale per aprire finestre più lunghe ai test. Una misura che, però, avrebbe spostato il costo del ritardo direttamente sulle spalle dei cittadini: meno corse, più affollamento nelle ultime ore, più pressione su bus e mezzi di superficie.

I nuovi treni: cosa arriva e quando

La notizia positiva non è solo sugli orari. Il primo dei 36 nuovi treni destinati alla Metro B è ormai vicino alla fase decisiva: la consegna operativa è fissata per il 15 marzo 2026. Ma attenzione: vederlo “in azione” non significa poterci salire subito. Dopo quella data serviranno ancora circa tre settimane di prove su linea, con un percorso complessivo di circa 5.000 chilometri, prima di aprire le porte ai passeggeri. Tradotto: l’entrata in servizio effettiva si sposta realisticamente tra inizio e metà aprile 2026. È lì che i romani potranno valutare, nei fatti, se la promessa del rinnovamento inizia a diventare realtà.

La scelta operativa che evita disagi

Per conciliare collaudi e continuità del servizio è stato adottato un modello di test più “leggero” dal punto di vista dell’impatto sugli orari: prove notturne di circa tre ore, condotte in parallelo su due treni. È un compromesso: meno tempo disponibile ogni notte rispetto agli scenari più lunghi, ma niente taglio netto al servizio serale. Una scelta che sposta la priorità sul lato utente, senza fermare il percorso tecnico necessario a mettere in strada i nuovi convogli. Il risultato è una promessa immediata: la Metro B resta fruibile fino a sera come previsto.

Cosa cambia davvero per chi prende la B ogni giorno

La vera partita, adesso, è tutta sul cronoprogramma. La Metro B è una dorsale vitale: collega quartieri densissimi, intercetta scambi strategici, regge flussi quotidiani enormi. Ogni rinvio si traduce in attese più lunghe, treni più pieni, nervi più tesi. L’arrivo del primo convoglio nuovo non risolverà tutto da solo, ma è un segnale: se il piano regge, i prossimi mesi potrebbero aprire una fase di transizione concreta verso più affidabilità e maggiore capacità. Per gli utenti, il dato pubblico essenziale è questo: niente chiusure anticipate a gennaio e primi effetti tangibili del rinnovo attesi in primavera.