Roma, Metro C verso Grottarossa: cinque nuove stazioni, diramazione per Tor di Quinto e obiettivo 2036
Roma, la presentazione in Campidoglio dei progetti di prolungamento della Metro C fino alla Farnesina ha segnato un cambio di passo. Oltre al tratto già programmato, è in valutazione un’ulteriore estensione da Farnesina a Grottarossa. L’ipotesi, ancora in fase di studio, viene letta in ambienti capitolini come un tentativo di spingere la rete su un quadrante decisivo della città. Dove domanda di mobilità e trasformazioni urbane si incrociano da anni. Sullo sfondo, l’obiettivo dichiarato resta ambizioso: completare la linea “Farnesina” entro il 2036.
Cinque stazioni e “sfioccamento” su Tor di Quinto: come cambierebbe la mappa
Lo schema progettuale ipotizzato prevede una nuova tratta composta da cinque stazioni, con uno sfioccamento: una diramazione di due fermate della tratta T1 (T1A) da Farnesina a Tor di Quinto. In termini politici, la scelta indica la volontà di non limitarsi a un terminale “di prestigio”, ma di distribuire benefici su più direttrici, intercettando flussi residenziali e pendolari. La sostenibilità dell’operazione, però, dipende dal capitolo più delicato: i finanziamenti. Per arrivare a Farnesina la stima economica è di 2,5 miliardi di euro; l’eventuale prosecuzione richiederebbe risorse aggiuntive.
Cantieri dal 25 febbraio: la tratta T2 e la corsa per avviare la T3 entro l’estate
La tabella di marcia viene scandita da una data precisa: il 25 febbraio 2026 è fissato l’avvio dei lavori della tratta T2, con quattro nuove stazioni tra Chiesa Nuova, nell’area di Torre Argentina, e piazza Mazzini. La consegna delle aree è indicata come imminente e l’avvio operativo dei cantieri è previsto subito dopo. L’obiettivo, nelle intenzioni dell’amministrazione capitolina, è non perdere continuità: entro l’estate si punta ad aprire anche i lavori della tratta T3 successiva verso Farnesina, compreso il segmento Auditorium–Farnesina, per evitare vuoti di programmazione e rallentamenti a cascata.
Archeostazioni e tempi: perché il 2036 è una scadenza strategica
Nel pacchetto dei lavori compare anche l’ipotesi di due nuove archeostazioni, sul modello di Porta Metronia e Colosseo, pensate per valorizzare eventuali reperti che potrebbero emergere durante gli scavi. È un tratto tipicamente romano: opportunità culturale e, al tempo stesso, variabile che può incidere su tempi e complessità. Il cronoprogramma formale colloca oggi la conclusione della linea fino a Farnesina nel 2037, ma in Campidoglio si lavora per anticipare la consegna al 2036. La prospettiva Grottarossa, invece, resta appesa alla capacità di reperire fondi ulteriori e di far partire i lavori prima della chiusura del cantiere principale, così da non disperdere competenze, macchinari e slancio operativo.