Roma mette all’asta 5 farmacie comunali: sullo sfondo il buco Farmacap da 5,3 milioni in tre anni

Roma, sullo sfondo una farmaci Farmacap, in primo piano il sindaco Gualtieri e la vice Scozzese

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Roma ha avviato la procedura per cedere la proprietà e il diritto di esercizio di cinque farmacie comunali. L’operazione vale complessivamente 2.131.772,23 euro a base d’asta. Non è una notizia solo amministrativa: tocca il rapporto tra bilanci pubblici, servizi di prossimità e presenza del Comune nei quartieri. Le offerte dovranno arrivare entro il 15 maggio 2026, mentre la prima seduta pubblica è già fissata per il 20 maggio.

Il convitato di pietra: i conti in rosso di Farmacap

L’avvio dell’asta arriva mentre attorno a Farmacap continuano a pesare conti in rosso per circa 5,3 milioni di buco solo negli ultimi tre anni. Il bando, va detto con chiarezza, non collega formalmente la cessione al disavanzo. Ma è inevitabile che il confronto si concentri proprio su questo nodo: si tratta di una razionalizzazione patrimoniale o dell’ennesimo tentativo di alleggerire una situazione economica che da tempo suscita allarme?

Le cinque sedi finite nel perimetro della vendita

Le farmacie interessate sono la n. 23 Sforza Cesarini-Ponte Vittorio, la n. 47 Annunziatella II, la n. 516 Ariccia, la n. 653 Dragoncello e la n. 681 Messi d’Oro. I valori a base d’asta partono da 555.725,14 euro per Sforza Cesarini-Ponte Vittorio, 397.517,94 per Annunziatella II, 361.023,84 per Ariccia, 318.679,71 per Dragoncello e 498.825,60 per Messi d’Oro. L’aggiudicazione avverrà con il criterio dell’offerta economica più alta rispetto alla base fissata per ciascun lotto.

Cosa prevede davvero il bando

L’avviso chiarisce anche un aspetto rilevante: la cessione comprende licenza farmaceutica e azienda commerciale, ma non include i debiti e i crediti maturati fino alla data di efficacia del trasferimento. Non è previsto neppure il trasferimento di unità di personale Farmacap. In altre parole, il Comune mette sul mercato le sedi con le relative autorizzazioni, arredi, attrezzature, contratti e giacenze di magazzino, ma prova a circoscrivere il perimetro dell’operazione sul piano economico e organizzativo. È un dettaglio tecnico che però incide molto sulla lettura politica del dossier.

Le cinque sedi coinvolte

Le cinque sedi coinvolte sono: Piazza Pasquale Paoli 6 per Sforza Cesarini-Ponte Vittorio; Via Giacomo Caneva 15-17 per Annunziatella II; Via Sermoneta 10-12 per Ariccia; Via Carlo Casini 165-166 A per Dragoncello; Via E. Galbani 69-71, angolo via A. Benigni 6, per Messi d’Oro.