Roma-Milan 1-1, che beffa all’Olimpico: i giallorossi agganciano il Napoli ma sprecano tutto
All’Olimpico la Roma parte come una squadra che ha fame vera: Malen ci prova subito, poi Koné e Soulé alzano i giri e costringono il Milan a arretrare. Occasioni a raffica, ritmo alto, pressione feroce: i giallorossi producono calcio e per lunghi tratti giocano a una porta. Ma sul più bello si alza un muro di nome Mike Maignan, che diventa l’incubo della serata romanista con interventi decisivi, soprattutto sulla girata di Celik al 45’+1.
Il Milan soffre, resiste… e poi colpisce dal nulla
Nella ripresa, quando sembra solo questione di tempo prima che la Roma sfondi, arriva la stilettata rossonera. Prima un segnale: Rabiot incrocia e Svilar vola in corner. Poi il lampo vero: al 62’ corner studiato, Modric pennella e De Winter stacca in anticipo battendo Svilar di testa. 0-1 Milan e gelo improvviso sulle tribune: la fotografia perfetta di una partita in cui i rossoneri sopravvivono e puniscono al primo spiraglio.
Il rigore della svolta: Pellegrini entra e non perdona
La Roma non si scompone, continua a spingere e trova l’episodio che rimette tutto in equilibrio. Al 72’ Celik rimette in mezzo, Bartesaghi tocca con il braccio e Colombo indica il dischetto. Maignan protesta e si prende anche il giallo per aver ritardato la battuta. Dal dischetto va Pellegrini, entrato da poco al posto di Dybala: destro potente e incrociato, Maignan intuisce ma non ci arriva. 1-1 e Olimpico di nuovo in fiamme.
Assalto finale: Roma a testa bassa, Milan in trincea
Gli ultimi minuti sono un assedio: Gasperini butta dentro energie fresche (Pisilli per l’infortunato Koné, Robinio Vaz, poi Venturino) e la Roma attacca con tutti gli effettivi. Il Milan si difende basso, accetta di soffrire, prova a respirare con le ripartenze e nel recupero Fullkrug sfiora la beffa di testa. Finisce 1-1: un pareggio che sa di rimpianto per chi ha creato di più, e di sollievo per chi ha saputo reggere l’urto.
Roma oggi: solidità da big, ma il salto Scudetto è lì che “chiama”
Questo pareggio non cancella la crescita: la Roma resta una squadra organizzata, aggressiva, con un’identità chiarissima e una fase difensiva da alta classifica. Non è un caso che i numeri la raccontino come una delle migliori dietro: appena 13 gol subiti in 22 giornate, roba da grandi. Il dubbio semmai è sempre lo stesso: quante partite così puoi dominare senza chiuderla prima? Contro un portiere in serata-monstre come Maignan, paghi ogni spreco.
Classifica provvisoria: Roma aggancia Napoli, Milan frena, Inter vola
Dopo la 22ª giornata la classifica dice: Inter 52, Milan 47, Roma 43 e Napoli 43, con la Juventus lì a un passo a quota 42.
E attenzione: nello stesso turno la Juve ha travolto il Napoli 3-0, stringendo ancora di più la lotta Champions.
Tradotto: il pari con il Milan lascia l’amaro in bocca, ma tiene la Roma incollata al treno che conta davvero.
Il paragone con la Lazio: stessa città, due mondi diversi
E dall’altra parte del Tevere? La Lazio, al momento, è lontana anni luce dal ritmo europeo: 29 punti e 9° posto, con tanti pareggi e la sensazione di una stagione più “di galleggiamento” che di rincorsa.
Oggi la Roma dà l’impressione di poter guardare negli occhi le grandi (anche quando non vince), la Lazio invece deve ritrovare continuità per non farsi risucchiare nella terra di nessuno. In una parola: il derby si avvicina… ma la pressione, adesso, pesa soprattutto su Formello.