Roma, molesta una 14enne sulla metro e poco dopo rapina una 20enne: incastrato dalla maglia della Lazio
Una mattina qualunque, la banchina della metro B affollata di studenti e pendolari. Tra le tante persone, una 14enne aspetta l’amica per andare a scuola, quando uno sconosciuto le si avvicina alle spalle, la blocca e la palpeggia. Lei resta paralizzata, poi urla. L’uomo scappa. Ma resta comunque nei paraggi. perché meno di un’ora dopo, sulla stessa linea, ruba il cellulare a un ragazzo di 20 anni. Ma stavolta viene fermato.
Protagonista della vicenda un 24enne ivoriano, arrestato prima per rapina di carabinieri e poi di nuovo bloccato dai poliziotti per violenza sessuale su minore. A tradirlo, tra le altre cose, un “dettaglio” fin troppo evidente: la maglia della Lazio che indossava in entrambe le occasioni.
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L’aggressione alla 14enne alla fermata Cavour
È successo a Roma giovedì mattina, 5 marzo, alla fermata metro Cavour. Una studentessa del primo anno di liceo aspetta una compagna di classe per entrare insieme a scuola. Non si accorge dell’uomo che le si avvicina alle spalle. All’improvviso l’uomo la afferra, la spinge contro un angolo della stazione e inizia a metterle le mani addosso. La ragazza resta immobile, scioccata. Poi trova la forza di reagire e di gridare, chiedendo aiuto . Le urla attirano l’attenzione delle persone sulla banchina e l’aggressore decide di scappare. Si dirige verso il treno in arrivo sulla linea B in direzione Laurentina e si infila tra i passeggeri, riuscendo a dileguarsi prima che qualcuno capisca davvero cosa sia successo.
La studentessa, in lacrime, prende il telefono e chiama casa. Poco dopo arriva il padre, che la riaccompagna e la porta al posto di polizia per sporgere denuncia. Nonostante lo shock, la ragazza riesce a fornire una descrizione precisa dell’uomo e dei suoi abiti: indossava una maglia biancoceleste della Lazio e dei pantaloncini corti.
La rapina pochi minuti dopo sulla stessa linea
Mentre la polizia avvia le ricerche e diffonde la descrizione del sospetto, l’uomo è già di nuovo in azione. Pochi minuti dopo, sempre lungo la metro B, arriva alla fermata Piramide. Qui individua un’altra ragazza, una 20enne, ferma sulla banchina insieme al fidanzato. Aspetta il momento giusto, il treno in arrivo. Con una mossa rapida le strappa lo smartphone dalle mani e prova a salire sul convoglio all’ultimo secondo per scappare, replicando lo stesso schema usato poco prima. Ma qualcosa va storto. Il macchinista intuisce che è successo qualcosa di anomalo e blocca la partenza del treno. Nel frattempo una guardia giurata chiama il Nue 112 e trattiene il ragazzo fino all’arrivo delle pattuglie.
Sul posto arrivano i carabinieri del Nucleo Radiomobile, che arrestano il 24enne per la rapina del cellulare. Il giorno successivo il giovane viene portato davanti al giudice per direttissima e inizialmente rimesso in libertà per quel reato.
Le indagini e il nuovo fermo
Nel frattempo però emerge un “dettaglio”. La descrizione fisica e l’abbigliamento del sospettato coincidono perfettamente con la nota di ricerca diffusa dalla polizia per l’aggressione alla 14enne nella metro Cavour. I militari avvisano subito i colleghi della polizia. Gli agenti del commissariato Viminale riescono a rintracciarlo all’ufficio immigrazione, dove il giovane – irregolare in Italia e con precedenti – sta terminando alcune pratiche prima della liberazione. Addosso ha ancora la stessa maglia della Lazio e i pantaloncini corti segnalati dalla vittima. A rafforzare il quadro ci sono anche le immagini delle telecamere di sicurezza della metropolitana, che confermano i movimenti dell’uomo nelle stazioni.
A quel punto scatta un nuovo fermo: questa volta l’accusa è di violenza sessuale su minore. E l’uomo non viene più rilasciato, ma portato in carcere, a Rebibbia.