Roma, morto Mario Merlino: fu tra i protagonisti delle proteste di Valle Giulia e degli anni di piombo

Roma, Mario Merlino

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È morto a Roma Mario Merlino, 81 anni: un nome che torna ogni volta che si incrociano gli scontri di Valle Giulia, i circuiti dell’estremismo politico e l’ombra lunga di piazza Fontana. La sua biografia attraversa alcune delle fratture più laceranti del Novecento italiano: la militanza nell’area della destra radicale, l’esperienza nel mondo anarchico, le indagini sulla stagione delle stragi, fino a una seconda vita da insegnante e uomo di cultura.

Valle Giulia, il giorno che spaccò il ’68

Il suo volto resta legato alla “battaglia” del 1° marzo 1968 davanti alla Facoltà di Architettura di Roma: lo scontro tra studenti e polizia che, più di altri episodi, segnò un cambio di passo nel Sessantotto italiano. Valle Giulia non fu soltanto cronaca di piazza: fu il simbolo di una generazione che passò dalla contestazione all’urto frontale, con un linguaggio politico sempre più duro. Merlino è ricordato tra i protagonisti di quella giornata.

Il “corto circuito” politico: destra radicale e anarchia

La parabola di Merlino resta controversa soprattutto per i suoi attraversamenti. Dopo la militanza in Avanguardia Nazionale, fu tra i fondatori del Circolo anarchico “22 marzo”: un passaggio che nel tempo ha alimentato letture opposte, tra chi parla di sperimentazioni ideologiche trasversali e chi vede ambiguità e zone grigie tipiche di anni in cui infiltrazioni, doppiezze e frontiere mobili erano parte del contesto. In ogni caso, il suo percorso racconta quanto fossero incandescenti e permeabili certi confini.

Piazza Fontana: l’inchiesta, l’assoluzione, il marchio della storia

Merlino venne indagato per fatti collegati alla strage di piazza Fontana, uno degli eventi che aprirono la fase più cupa della “strategia della tensione”. Il suo nome rimase dentro quel cono d’ombra che per decenni ha avvolto indagini, processi, piste e depistaggi. Poi arrivò l’assoluzione. Ma, come spesso accade con le vicende simbolo della storia repubblicana, l’esito giudiziario non ha cancellato del tutto il peso pubblico di quelle domande: è anche per questo che la sua figura continua a dividere.

Dalla cattedra al palcoscenico: l’altra vita di Merlino

Lasciata la politica attiva, Merlino ha insegnato storia e filosofia in un liceo romano, spostando il baricentro su scrittura e teatro. Tra i lavori ricordati, la cura della ristampa dei Poemi di Fresnes di Robert Brasillach e l’autobiografico E venne Valle Giulia, con cui ha ripercorso dall’interno la stagione delle piazze e delle identità estreme. Un finale meno militante, ma non per questo neutro: perché certi percorsi, in Italia, restano materia viva di memoria e conflitto.