Roma, motoseghe nella sede Acea: il Comune autorizza il taglio di due storici alberi, ma la perizia resta ‘invisibile”

Roma, Acea, piazzale Ostiense, foto Google Maps

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Roma, storica sede Acea di piazzale Ostiense: il Campidoglio ha dato il via libera all’abbattimento di due storici cipressi situati in zona vincolata. I due alberi sono situati proprio all’interno del giardino davanti il palazzone della municipalizzata dell’acqua e dei rifiuti capitolina e sono divebuti, negli anni, il simbolo stesso della presenza di Acea nel quartiere Ostiense. Ad onor del vero, Acea aveva chiesto al Comune di poter ‘azzerare’ anche sei cedri situati nella stessa area verde, ma il via libera sarebbe stato negato. Il Comune di Roma, sul sito internet comunale (Dipartimento Tutela Ambientale, sezione Abbattimento Alberi), ha pubblicato oggi 3 gennaio 2026 il via libera paesaggistico (inseriamo tale documento in formato scaricabile alla fine di questo articolo). Si tratta del documento che chiude l’iter e che indica che le motoseghe partiranno nei prossimi giorni-settimane. Le motoseghe partiranno anche grazie al silenzio-assenso della Soprintendenza Archeologica che non ha rilasciato un parere, dopo la scadenza dei termini procedimentali (30 giorni). Tradotto politicamente: si apre la strada ai tagli. Con un meccanismo che ai cittadini appare come “silenzio” istituzionale e con l’ultimo e decisivo ‘Sì’ del Campidoglio.

Sul sito del Comune c’è solo l’ok paesaggistico: manca la relazione agronomica

La novità — rispetto al recente passato — è che il via libera paesaggistico è stato pubblicato (finalmente) dal Comune di Roma nella sezione del Dipartimento Tutela Ambientale dedicata agli abbattimenti. Ma la trasparenza resta in ogni caso incompleta, a nostro avviso. Il Comune di Roma, difatti, non ha pubblicato la relazione agronomica in cui sono contenuti i motivi tecnici che giustificano tale decisione estrema (stabilità, patologie, rischio reale, alternative?). Così il cittadino vede (e può leggere) l’autorizzazione finale. Ma non può conoscere la “prova” “provata, oggettiva e inconfutabile, che giustifica l’accensione delle motoseghe. Vale a dire, proprio ciò che chiedono- da tempo – i cittadini, le associazioni e i comitati.

Che cosa autorizza davvero il Campidoglio (e che cosa no)

Il documento del comune di Roma che avvia le motoseghe all’interno della sede Acea ricostruisce una pratica avviata il 27 gennaio 2025, quindi quasi un anno fa. Contenente una richiesta più ampia: si parlava di otto alberi (due Cupressus sempervirens e diversi cedri). Poi il passaggio chiave: il Dipartimento trasmette un parere favorevole alla Soprintendenza nell’ottobre 2025 e, il 30 dicembre 2025, arriva il nulla osta. Risultato: autorizzazione paesaggistica solo per i due cipressi. Mentre per i cedri il Campidoglio frena, negando (per il momento) l’abbattimento di parte degli esemplari indicati nel fascicolo.

Reimpianto entro dicembre 2026: compensazione o alibi?

L’atto del comune di Roma mette una condizione che suona come “promessa riparatoria”: ripiantare entro dicembre 2026 due cipressi della varietà “Stricta”, alti 4 metri, nelle immediate vicinanze e con garanzia di attecchimento per due anni. Sulla carta è una compensazione. Nella realtà, il punto politico resta: un albero adulto non si rimpiazza come un arredo urbano. E infatti l’autorizzazione minaccia anche la revoca se gli obblighi non vengono rispettati, ricordando che un taglio fuori regola può diventare perfino penalmente rilevante.

Il nodo politico: Roma migliora, ma continua a non spiegare

È qui che la vicenda Acea diventa un caso più grande di Ostiense. Il Campidoglio sembra aver capito che il “muro di gomma” sulla comunicazione non regge più, i silenzi non pagano, quindi concede una apertura ma solo parziale. Ma se manca la relazione agronomica, manca proprio la parte che consente ai cittadini di distinguere tra sicurezza reale e scelta discrezionale e politica. Ed è esattamente il cortocircuito istituzionale già visto anche di recente. Provvedimenti operativi rapidi, informazioni pubbliche lente o incomplete. Una trasparenza “a intermittenza” che finisce per trasformare ogni taglio in un sospetto.

E sullo sfondo c’è la Procura: il “sistema verde” sotto i riflettori

Il finale, a Roma, non è mai solo amministrativo. Da mesi la Procura di Roma ha acceso un faro sulla gestione del verde. Con verifiche che toccano abbattimenti, manutenzioni e appalti legati a parchi e ville storiche. Un contesto che rende ancora più urgente pubblicare tutte le carte, non solo quelle “sufficienti” a procedere. Perché quando il verde entra anche nei fascicoli giudiziari, la politica non può più permettersi zone grigie. Quindi o spiega ai cittadini le proprie ragioni in modo assolutamente trasparente e verificabile, o alimenta l’idea di un ‘sistema’ che decide e taglia senza rendere conto a niente e nessuno, nemmeno ai magistrati e alla Procura.

Roma, Acea, piazzale Ostiense, foto Google Maps
Roma, Acea, piazzale Ostiense, foto Google Maps – www.7colli.it