Roma, neonato trovato tra rifiuti e droga: salvato in extremis, arrestato il compagno della madre
Quindici giorni di vita. E già in pericolo. Dormiva su un materasso sporco, a terra, circondato da rifiuti, muffa e degrado. Accanto, chili di droga pronti per lo spaccio. È così che gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno trovato un neonato durante un intervento che ha evitato il peggio. Il blitz è scattato dopo una segnalazione della Procura per i Minorenni, che aveva disposto accertamenti urgenti sulle condizioni del bambino, sospettando una situazione di grave rischio.
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Le indagini e la scoperta: il piccolo nascosto in un altro appartamento
I primi controlli si sono concentrati nella casa di residenza, nel quartiere Appio, nel VII Municipio, dove però del bambino non c’era traccia. Da lì è partita una ricerca più ampia, fatta di verifiche e appostamenti. Gli agenti del Nucleo Assistenza Emarginati (N.A.E.) del VII Gruppo Appio hanno individuato un secondo appartamento, nel IV Municipio, in zona Pietralata. È lì che hanno trovato il neonato. Il piccolo era steso su un materasso poggiato sul pavimento, completamente nudo, coperto solo da una coperta. Intorno, sporcizia, calcinacci, pareti deteriorate. Un ambiente incompatibile con qualsiasi condizione minima di sicurezza.
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La madre denunciata, il neonato affidato ai medici
La madre del bambino, una 31enne italiana, è stata denunciata. Secondo quanto emerso, avrebbe anche sottratto il piccolo ai controlli sanitari subito dopo la nascita, impedendo le cure necessarie. Il neonato, ancora in fase di allattamento, è stato immediatamente affidato ai sanitari e trasferito in una struttura neonatologica, dove si trova ora sotto osservazione.
La vicenda si inserisce in una situazione ancora più delicata. La coppia era già coinvolta in un procedimento penale per la morte di un altro figlio, avvenuta pochi giorni dopo la nascita lo scorso anno. Un decesso legato a una meningite fulminante e a un’infezione polmonare, dopo un parto avvenuto in casa senza assistenza medica. Questa volta, però, l’intervento è arrivato in tempo. E ha cambiato il finale. In un contesto segnato da degrado, droga e abbandono, il piccolo è stato strappato a una situazione che, secondo gli agenti, non lasciava speranze.
