Roma nomina la ‘regista’ del ‘Piano Quarticciolo’, mandato corto e non concordato con Regione Lazio e Governo
Il Campidoglio ha scelto Rosa Saladino per guidare il dossier più delicato sul Quarticciolo, uno dei quartieri più fragili e difficili di Roma, ma lo ha fatto con un orizzonte molto corto: l’incarico è legato alla fine del mandato del sindaco e – da quanto a nostra conoscenza – non concordato con Regione Lazio e Governo. È questo il punto politico vero della vicenda. Da una parte c’è una nomina di peso. Dall’altra c’è il rischio che la regia del piano nasca già con il fiato corto, proprio mentre sul quartiere stanno convergendo fondi, cantieri e una partita istituzionale molto più ampia del solo Comune.
Più che un commissario, una regista di Palazzo
Il ruolo affidato alla Saladino è quello di direttrice dell’Ufficio di Scopo dedicato alla “Rigenerazione e Riqualificazione delle Periferie e Piano Straordinario per il Quarticciolo”. La delibera dice che il Campidoglio ha scelto Saladino dopo una procedura in cui, per quell’incarico, “non sono pervenute manifestazioni di interesse” interne e il sindaco l’ha poi indicata come l’unica figura valutata “particolarmente idonea” dalla commissione. Insomma, non una nomina simbolica, ma una scelta presentata come mirata e fiduciaria.
Chi è Rosa Saladino
Saladino arriva dalla macchina amministrativa di Roma. Nel curriculum pubblicato sul sito del Comune compaiono anni di lavoro su coordinamento delle attività di direzione, affari generali, contenzioso, privacy, performance e organizzazione del Municipio V. Dal 2024 ricopre l’incarico di Elevata Qualificazione nel “Coordinamento Attività di Direzione” dello stesso Municipio.
Un incarico pesante, ma a tempo
Il punto più delicato è la durata. L’atto del Campidoglio lega l’incarico alla fine del mandato del sindaco, salvo eventuali proroghe. Tradotto: la persona chiamata a seguire un piano enorme su un quartiere difficilissimo non nasce con un tempo lungo davanti, ma con una scadenza politica già scritta. E questo pesa. Perché la rigenerazione di un’area come il Quarticciolo non si misura in conferenze stampa. Si misura in continuità, presenza, cantieri, servizi e capacità di tenere insieme sicurezza e sociale.
Quanto costa la nuova guida del piano
C’è poi il capitolo economico. La delibera prevede per Saladino uno stipendio tabellare annuo lordo di 50.505,88 euro e una retribuzione di posizione di 63.792,44 euro. In totale fanno oltre 114 mila euro lordi l’anno, ai quali va aggiunta la retribuzione di risultato. È una cifra importante. E proprio per questo l’incarico sarà inevitabilmente giudicato su risultati concreti e visibili.
Perché il Quarticciolo è un dossier esplosivo
Il Quarticciolo non è un quartiere qualsiasi. La stessa Regione Lazio lo definisce uno dei quadranti più difficili della Capitale. Sul tavolo c’è un piano da 53 milioni di euro, con interventi su oltre 1.500 alloggi Ater, il recupero di 78 appartamenti oggi inutilizzabili, lavori per abbattere barriere architettoniche, nuove centrali termiche, riqualificazione della piazza, un nuovo asilo nido e la messa in sicurezza di edifici scolastici. Ma insieme ai progetti di rilancio resta il peso di una realtà segnata da spaccio, controlli continui e tensioni con le forze dell’ordine, come mostrano i recenti arresti e le operazioni concentrate proprio in quella zona.
Il nodo politico vero
Ed è qui che la discussione si fa politica. Per un ruolo così delicato, forse sarebbe stato più forte scegliere una figura dentro una regia condivisa tra Comune di Roma, Regione Lazio e livello nazionale, anche perché il grande protocollo da 53 milioni è stato firmato da Regione, commissario di Governo e Ater. Il Campidoglio, invece, ha costruito la propria cabina di regia da solo. Non è una contestazione formale. È una domanda politica. Se il Quarticciolo è davvero un banco di prova nazionale, allora forse anche la guida del piano avrebbe meritato un’impronta più larga e più corale. Questa nomina, invece, resta tutta dentro il perimetro del Comune.