Roma, non si fermano all’alt e travolgono una famiglia in via Collatina: morti padre, madre e figlio

polizia Ambulanza vigili dle fuoco

Un controllo. Un alt. Poi la fuga. E nel giro di pochi minuti una famiglia viene spazzata via. È successo a Roma, tra il Quarticciolo e via Collatina, dove un inseguimento della polizia si è trasformato in tragedia: morti padre, madre e figlio, 70, 64 e 42 anni. Stavano tornando a casa. Non c’è mai arrivato nessuno dei tre.

A bordo di una Toyota Yaris, tre uomini di origine sudamericana non si fermano all’ordine degli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura. Accelerano. Scatta l’inseguimento. Le pattuglie restano in scia, a distanza, per evitare ulteriori rischi. Si aggiunge anche una gazzella dei carabinieri. Ma la corsa finisce nel modo peggiore.

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L’impatto in via Collatina

Sono le 21.30 quando tutto precipita. La Yaris, lanciata a velocità sostenuta, arriva su via Collatina. Una manovra azzardata, l’invasione della corsia opposta. Poi lo schianto frontale contro una Fiat Punto su cui viaggiava una famiglia romana. Il padre e la madre muoiono sul colpo. Il figlio, seduto dietro, viene trasportato d’urgenza in ospedale ma non ce la fa. Una famiglia distrutta. In pochi istanti.

Il paradosso è nelle ore precedenti. Nel pomeriggio il quartiere aveva vissuto un momento di festa per la visita di Papa Leone XIV, che aveva incontrato i fedeli nella parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo. Applausi, strette di mano, sorrisi. Due ore dopo, le sirene. Il Quarticciolo, una delle piazze di spaccio più note della Capitale, torna così al centro della cronaca nera.

Tre arresti: omicidio stradale e resistenza

I tre occupanti della Yaris, tutti sudamericani, vengono arrestati. Due di loro restano feriti nell’impatto e vengono portati in ospedale. Per loro l’accusa è di omicidio stradale, violazione dell’articolo 192 comma 7 bis del Codice della strada, la norma che sanziona il mancato rispetto dell’alt imposto dagli agenti, oltre a resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti allo scasso. All’interno dell’auto gli agenti trovano e sequestrano un jammer, un disturbatore di frequenze, e alcuni cacciaviti. Elementi che aggravano ulteriormente la posizione dei fermati.

La vicenda riaccende il dibattito sulla sicurezza a Roma, in particolare nel Municipio V. La capogruppo capitolina di Forza Italia Rachele Mussolini e il segretario del partito nel municipio, Michel Emi Maritato, parlano di “strage inaccettabile” e chiedono maggiore tutela per i cittadini del quartiere. Parole che arrivano mentre in via Collatina restano i segni dell’impatto. E mentre una famiglia non c’è più.