Roma, nuovi alberi sì, ma stop ai marciapiedi ‘bombardati’: il consigliere Giannini accusa il “metodo Alfonsi”

Roma, il consigliere Giannini sulla Olimpica

Piantare nuovi alberi è una scelta assolutamente condivisibile, specie a Roma. Ridurre i marciapiedi a cantieri scomposti e dissestati, molto meno. È su questo punto che si concentra la nuova denuncia del consigliere capitolino Daniele Giannini, che in un nuovo video punta il dito contro i lavori eseguiti su via Olimpica, nei pressi di via Leone XIII e a ridosso di Villa Pamphili, chiamando in causa quello che definisce senza mezzi termini il “metodo Alfonsi”, con riferimento diretto all’assessore all’Ambiente di Roma, Sabrina Alfonsi.

Nel mirino del consigliere finiscono gli interventi realizzati di recente per mettere a dimora nuovi alberi attraverso fondi PNRR. Il punto politico, però, non è la contestazione del verde urbano in sé. Il consigliere Giannini, anzi, chiarisce di essere favorevole alle nuove piantumazioni e auspica persino che gli alberi attecchiscano. La critica investe invece la qualità dell’esecuzione e l’effetto finale prodotto sullo spazio pubblico: marciapiedi dissestati, superfici compromesse, un impatto che – secondo la denuncia – restituisce ai cittadini l’immagine di un’area “bombardata”.

Roma e quel nodo della manutenzione sugli alberi

È qui che la questione si fa politica e amministrativa. Perché se la riqualificazione ambientale diventa sinonimo di lavori invasivi, approssimativi o privi di una reale ricucitura urbana, allora il problema non è più il singolo cantiere. Ma il metodo con cui la Giunta governa gli interventi. Il rischio è quello di trasformare opere utili in un boomerang: si annuncia la città più verde, ma si consegnano ai residenti percorsi pedonali peggiori, meno decorosi e potenzialmente più difficili da attraversare.

Il consigliere Giannini collega questa nuova vicenda a quanto già denunciato nei mesi scorsi in via delle Fornaci, dove altri lavori riconducibili alla Giunta Gualtieri avrebbero prodotto effetti analoghi, con marciapiedi pesantemente compromessi. Ed è proprio la ripetizione del copione a rendere la polemica più pesante: non un episodio isolato, ma un modello operativo che l’opposizione considera sbagliato alla radice.

Verde pubblico e credibilità amministrativa

Il punto politico, in definitiva, è tutto qui: Roma ha bisogno di alberi, manutenzione e investimenti seri, non di opere che aprono un fronte per chiuderne un altro. Se l’obiettivo è migliorare la città, non si può chiedere ai cittadini di scegliere tra più verde e marciapiedi praticabili. Una Capitale credibile deve saper tenere insieme entrambe le cose. Ed è su questa contraddizione che la denuncia di Giannini prova a colpire la Giunta: non contestando il principio, ma denunciando il modo in cui viene tradotto in cantiere.