Roma paga 16,7 milioni a Ama (dalla Cassa di Sicurezza) per gli anni 2017-2024: ma la lista delle prestazioni saldate è un mistero
Roma, il Campidoglio ha appena pagato 16,7 milioni di € pubblici (ossia dei cittadini romani) alla sua municipalizzata dei rifiuti per la “riconciliazione dei contratti di servizio AMA 2017-2024″, così riporta la delibera di Giunta capitolina n. 515 del 30 dicembre 2025 pubblicata solo oggi, 8 gennaio 2026 (inseriamo il documento, in formato scaricabile, alla fine di questo articolo). Non si tratta di una spesa ordinaria, ma di soldi ‘pescati‘ dalla Giunta Gualtieri tra i fondi di “copertura”: ossia nel Fondo Passività Potenziali–Fondo di Riserva di Cassa. Tradotto: il Campidoglio paga Ama per saldare vecchi debiti, ma passando dalla “cassa di sicurezza”.
La politica dietro la carta: la seduta parte senza il sindaco, Scozzese non risulta presente
Prima di tutto, il verbale di Giunta racconta che la seduta si apre con la presidenza affidata all’assessora Segnalini (Lavori Pubblici). Mentre Roberto Gualtieri entra in Campidoglio solo in un momento successivo. E soprattutto Silvia Scozzese, che è vicesindaca e assessora al Bilancio, non risulta tra i partecipanti della seduta. È la fotografia di un’Amministrazione che decide su uno dei dossier più sensibili (AMA), usando fondi di riserva, mentre la “cabina di regia” dei conti – formalmente – non compare in scena, o compare solo in seconda battuta e solo dalle ‘retrovie’.
La memoria “fantasma” del 21 marzo 2024: online c’è (quasi) solo la traccia
Il problema, però, non è solo ‘politico’, ma anche tecnico. La delibera di Giunta Gualtieri che autorizza questo prelievo extra rimanda – nero su bianco – a un atto precedente, per capire l’oggetto del pagamento. Ossia alla Memoria di Giunta n. 12 del 21 marzo 2024. Indicata dalla Giunta Gualtieri – tra le carte – come ‘cornice’ degli “indirizzi” utilizzati per verificare e poi pagare i rapporti di credito/debito tra Roma e Ama.
Il problema è che il testo della Memoria anzidetta non è reperibile pubblicamente sul sito internet di Roma Capitale tra gli atti approvati dal Comune di Roma, e relativi ad Ama, proprio quel giorno, il 21 marzo 2024, come è possibile verificare dal link che forniamo ai nostri lettori. E qui nasce la prima domanda da cronaca d’inchiesta. Se 16,7 milioni escono dalle casse del Campidoglio (ossia dalle tasche dei romani) per “riconciliazioni 2017-2024”, dove sta l’elenco completo e leggibile dei conguagli/partite saldate dal Campidoglio con questo pagamento tra l’altro attingendo a fondi ‘extra’? Al momento, non ci è possibile rispondere a questa domanda perchè il documento è irreperibile.

AMA galleggia in un mare di debiti: 115 milioni nel solo 2024
I dubbi sui conti di Ama, del resto, sono più che legittimi. Il contesto economico in cui ‘naviga’ Ama è quello che abbiamo raccontato di recente. I dati pubblicati dalla stessa Ama sul suo sito internet, in “Società trasparente”, mostrano che solo nel 2024 l’ammontare complessivo dei debiti di Ama è salito di 115 milioni (in soli 12 mesi) toccando, in totale, i 286 milioni e 930mila euro di rosso. Contro i 171 milioni e 211mila del 2023 e i 151 milioni e 743mila del 2022.
Al momento, Ama è guidata da Bruno Manzi, nominato presidente nel maggio 2024 in tutta fretta, dopo che il suo predecessore è stato travolto da un brutto scandalo mediatico-politico-giudiziario.
In parallelo, il Campidoglio ha continuato ad appoggiarsi a un grande nome per la revisione/controllo dei conti di Ama, la Ernst & Young, con incarico da 632.018,40 euro + IVA per il triennio 2025-2027, che si concluderà parallelamente alle prossime elezioni amministrative che decreteranno il prossimo primo cittadino di Roma.
Il fronte Trasparenza che brucia: le “cartelle pazze” Tari
E poi, infine, c’è l’altro lato della storia Ama recente: la cassa. Tra novembre 2025 e dintorni è esploso il caso avvisi/accertamenti Tari contestati (le cosiddette “cartelle pazze”). Con errori di anagrafica, metrature, annualità e posizioni: se ne sono occupati stampa e associazioni e AMA è arrivata ad ampliare gli sportelli per reggere l’ondata di richieste.
Il punto politico è sempre lo stesso: fiducia. Se da un lato il Campidoglio chiude conguagli milionari pescando dai fondi “di riserva”, dall’altro migliaia di cittadini inseguono Ama (e il Campidoglio) per capire se ciò che ricevono è corretto. In mezzo, una partecipata con debiti record e un Campidoglio che continua a gestire a scatti: urgenze “last minute” e e atti chiave che online restano incompleti. Senza che il sindaco (o chi per lui) faccia anche solo mezza diretta social o uno straccio di comunicato stampa su questi grossi problemi economici che investono la municipalizzata Ama. Questa si può definire vera Trasparenza?

Roma, tra i documenti su Ama del 21 marzo 2024, manca la famosa Memoria di Giunta, dove sta?
