Roma, parcheggio accanto piazza San Pietro, scontro in Campidoglio, l’opposizione: “Area di sosta pubblica o box privati?”
Roma, botta e risposta in Assemblea Capitolina sul parcheggio interrato di Largo Capponi, a due passi da piazza San Pietro: la Lega critica la risposta dell’assessore Patanè in modo feroce e punta su falde, posti auto e natura pertinenziale dell’operazione.
Interrogazione in Aula Giulio Cesare: il punto politico
Il tema del parcheggio interrato previsto a Largo Amerigo Capponi torna al centro del confronto in Assemblea Capitolina. Dopo un’interrogazione presentata da Fabrizio Santori, la risposta dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè è stata giudicata “insufficiente” dai capigruppo di Lega in Campidoglio e nel municipio: Santori e Luigi Servilio hanno contestato la mancanza di chiarimenti su dossier tecnici e assetto complessivo della sosta nella zona.
Cosa prevede il progetto: 140 stalli pertinenziali e operatore privato
Nella documentazione legata alle opere connesse al Giubileo, il parcheggio risulta dimensionato su 140 posti auto “tutti pertinenziali” (cioè legati a immobili privati), con un soggetto proponente indicato come VF Green Srl e con riferimento a una convenzione per la concessione del diritto di superficie sull’area. Il provvedimento richiama inoltre l’inquadramento dell’intervento nel programma giubilare e l’iter amministrativo necessario per portare l’opera alla fase realizzativa.
Da 70 a 140 posti: come cambiano i numeri nel passaggio di fase
Un elemento che alimenta il dibattito è l’evoluzione del progetto: negli atti si ricorda una prima configurazione da 70 posti, descritta come pertinenziale e in parte “a rotazione”, poi ricalibrata a 140. Secondo quanto riportato nella stessa ordinanza, l’adeguamento viene motivato anche con la collocazione nell’area di “congestion charge” e con la carenza di sosta nel quadrante di Borgo. È su questo salto numerico che la Lega chiede di chiarire criteri, impatti e bilanci complessivi.
Falde e scavi in un contesto storico: le richieste di trasparenza
Nel comunicato, i leghisti insistono soprattutto su un punto: mancate risposte sul piano idrogeologico e sulla presenza di falde acquifere, oltre ai possibili rischi degli scavi in prossimità di edifici storici. Sul fronte dei residenti, in dichiarazioni riportate dalla stampa locale si parla di una falda mediamente a circa sette metri (con variazioni in alcuni punti) e di timori legati alla solidità del terreno e alla gestione del cantiere. Il nodo resta quello dell’accesso pubblico alle informazioni tecniche e ai pareri.
Parcheggio pubblico o box privati: la questione della platea
Altro tema ricorrente è la natura “pertinenziale” dell’intervento: per la Lega, l’effetto sarebbe la sostituzione di sosta su strada con spazi acquistabili, non un aumento netto di disponibilità pubblica per i residenti. Nello stesso dibattito pubblico compaiono stime sui prezzi dei posti/box, attribuite a valutazioni dei comitati e citate in articoli di stampa. La contrapposizione politica, in sostanza, si concentra su chi beneficia dell’opera e su come cambia l’equilibrio tra sosta regolata, Ztl e parcheggi su strada.
Municipio I, area Unesco e cantieri “in attesa” in città
Il dossier è anche istituzionale: in altre ricostruzioni legate all’interrogazione si richiama il parere contrario del Municipio I e la collocazione in un’area sensibile sotto il profilo storico-urbanistico. Nel mirino, inoltre, finisce il confronto con altri interventi annunciati negli anni, come il parcheggio di Piazza Risorgimento, spesso citato nel dibattito sulla sosta nel quadrante Vaticano–Prati e sulle priorità cittadine. Il tema, più ampio, è la coerenza di un piano complessivo della sosta a Roma.
Cosa succede adesso: iter e tempi post-Giubileo
Sul calendario, gli atti richiamano l’esigenza di collocare l’avvio dei lavori a ridosso della chiusura dell’anno giubilare (indicata al 6 gennaio 2026) e di completare nel frattempo progetto esecutivo e convenzione. La partita, quindi, si sposta su passaggi formali, prescrizioni e trasparenza degli elaborati: terreno su cui maggioranza, opposizioni e comitati misureranno le prossime mosse.