Roma, parcheggio interrato vista Vaticano, il Campidoglio insiste: “Un altro mese di scavi”. Il fronte del ‘No’ si allarga
Roma, il Campidoglio va avanti sul parcheggio interrato di piazza Amerigo Capponi, a due passi da San Pietro: gli scavi preliminari sono stati prorogati fino al 9 maggio incluso e il progetto resta in piedi nonostante il Giubileo 2025 sia ormai archiviato e il fronte del “No” continui ad allargarsi.
Il conto, i tempi, il cantiere
La prima notizia è il conto. Nelle carte ufficiali compaiono due cifre: 10,5 milioni di euro nella pagina progetto di Roma e 11,2 milioni nella scheda giubilare dell’intervento. Sul cronoprogramma, poi, spunta un’altra crepa: la scheda giubilare parla di fine lavori entro il quarto trimestre 2026, mentre sul sito del Comune compare ancora una fine lavori prevista nel quarto trimestre 2025. Carte diverse, tempi diversi, chiarezza poca. Di fatto, il progetto è ancora inchiodato agli scavi preliminari fino almeno a maggio.
Che cosa prevede davvero
Il progetto riguarda Largo Capponi-Via Porcari, nel quadrante Borgo Pio-Prati. Prevede 140 posti auto in un parcheggio costruito con la tecnica “top down”: si copre sopra e si scava sotto, così da ridurre l’impatto in superficie. Ma anche qui le versioni ufficiali non coincidono: Roma lo presenta come parcheggio in parte pertinenziale e in parte a rotazione. La documentazione giubilare e l’ordinanza commissariale parlano invece di 140 stalli tutti pertinenziali. Tradotto: più che un’opera pubblica per tutti, rischia di sembrare un’infrastruttura pensata per pochissimi fortunati.
La polemica politica
Ed è qui che entra la politica. Il paradosso è tutto nel marchio: opera del Giubileo, ma con lavori rinviati proprio alla chiusura dell’anno giubilare, fissata al 6 gennaio 2026. Intanto i residenti hanno alzato le barricate, annunciando ricorsi e denunciando rischi per il quartiere. Il Municipio I ha ribadito la sua contrarietà. La Lega ha portato il caso in Aula con interrogazioni e attacchi all’assessore Patanè. Il M5S-Lista Raggi ha depositato la mozione 61/26 chiedendo al sindaco una contrarietà pubblica e definitiva. In altre parole, mentre il Campidoglio insiste, attorno a Largo Capponi cresce l’idea di un progetto calato dall’alto, costoso, divisivo (perchè per pochi) e politicamente sempre più scomodo.