Roma, perseguita l’ex compagna per mesi: spray sulle telecamere per non essere riconosciuto
Telefonate continue, messaggi ossessivi, appostamenti sotto casa e persino il tentativo di coprire le telecamere con una bomboletta spray. Per mesi non ha accettato la fine della relazione, trasformando la vita della sua ex compagna in un incubo quotidiano. Ora per un uomo di 38 anni, romano, sono scattati gli arresti domiciliari con l’accusa di atti persecutori.
Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia Locale di Roma Capitale, attraverso il N.A.E. del III Gruppo Nomentano, nell’ambito delle attività legate al Codice Rosso, il protocollo previsto per i reati di violenza domestica e di genere.
La fine della relazione e l’inizio dello stalking
Secondo quanto ricostruito dai caschi bianchi, tutto sarebbe iniziato dopo la fine della relazione sentimentale tra l’uomo e la vittima, una donna italiana di 36 anni, con cui aveva avuto una storia durata circa tre anni e conclusa nel luglio 2024. Da quel momento, il 38enne non avrebbe accettato la separazione, iniziando una serie di comportamenti sempre più invasivi e pressanti. Telefonate ripetute, messaggi non richiesti, presenze continue nei luoghi frequentati dalla donna e appostamenti sotto casa: una pressione costante che avrebbe reso la situazione sempre più pesante e preoccupante.
La donna aveva inizialmente provato a interrompere ogni contatto, anche attraverso una diffida formale inviata dal proprio legale. Ma non è bastato. Con il passare delle settimane, la paura è aumentata e lo scorso marzo la vittima si è rivolta agli uffici del III Gruppo Nomentano della Polizia Locale, presentando denuncia. Da lì è partita l’indagine, sviluppata in tempi rapidi e su più fronti.
Le telecamere coperte con lo spray
Gli agenti hanno raccolto testimonianze, analizzato i sistemi di videosorveglianza e ricostruito un quadro definito grave e continuo. Durante gli accertamenti è emerso anche che l’uomo avrebbe tentato di manomettere alcune telecamere di sorveglianza installate vicino all’abitazione della ex, utilizzando una bomboletta spray per coprirle ed evitare di essere riconosciuto.
La Procura di Roma ha quindi chiesto una misura cautelare, accolta dall’Autorità Giudiziaria che ha disposto gli arresti domiciliari. Per i magistrati esistevano gravi indizi di colpevolezza e soprattutto un concreto rischio che le condotte persecutorie potessero continuare, considerando anche la progressiva escalation dei comportamenti. L’uomo si trova ora ai domiciliari, mentre proseguono gli approfondimenti sul caso.