Roma, pestato in strada mentre aspetta la figlia: 68enne massacrato di botte da un rapinatore
Aspettava la figlia sotto casa. È finito in ospedale con una frattura al femore e un trauma cranico. È successo a Roma, tra via di Cesare Tallone e via Raffaele Costi, a Tor Cervara, dove un uomo di 68 anni è stato massacrato durante una rapina.
L’agguato nella notte: colpito mentre era fermo in strada
Era circa l’1.30 quando il 68enne, fermo in strada in attesa della figlia di ritorno dal lavoro, è stato avvicinato da un uomo, che gli ha intimato di consegnare tutto quello che aveva. L’anziano ha provato a resistere. L’aggressore gli ha quindi sferrato un pugno violento al volto, poi una sequenza di calci e pugni. L’uomo è stato spinto a terra, colpito ancora, senza possibilità di difendersi. Alla fine il rapinatore ha preso il borsello con documenti e cellulare ed è fuggito, lasciandolo a terra.
I soccorsi sono arrivati in pochi minuti. Il 68enne è stato trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove i medici hanno riscontrato trauma cranico, lesioni al volto, frattura scomposta del femore e diverse contusioni. È stato disposto un intervento chirurgico. La prognosi iniziale parla di 40 giorni, ma il recupero sarà lungo.
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La fuga e l’arresto: fermato dopo un inseguimento
L’aggressione è avvenuta nei pressi di uno stabile occupato da tempo finito sotto la lente delle forze dell’ordine, considerato una piazza di spaccio attiva. Un contesto già fragile, dove la tensione resta alta.
Le indagini sono partite subito. Gli agenti del V Distretto Prenestino hanno raccolto la descrizione della vittima e in breve hanno individuato un sospettato: un 38enne originario del Mali, già noto alle forze dell’ordine. Alla vista della polizia, l’uomo ha tentato la fuga. Ha scavalcato recinzioni, si è lanciato tra le auto in corsa, cercando di far perdere le tracce. Ma il tentativo non è stato sufficiente, perché l’uomo è stato raggiunto e bloccato. Portato in centrale, è stato arrestato con l’accusa di rapina aggravata, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere. Alla base della decisione, il rischio concreto di fuga e di reiterazione del reato, aggravato dall’assenza di una dimora stabile e dai precedenti.