Roma, picchiato dopo la fuga all’alt dei carabinieri: assolto il giovane, quattro militari sospesi dopo i video dell’arresto
Quella che sembrava una normale fuga a un posto di blocco si è trasformata in uno dei casi giudiziari più delicati degli ultimi mesi a Roma. Un automobilista che non si ferma all’alt dei carabinieri, un inseguimento per le strade dell’Eur, l’arresto sotto casa e un processo per resistenza a pubblico ufficiale. Poi emergono alcuni video e la vicenda si ribalta. Il giovane viene assolto, mentre quattro militari finiscono sotto inchiesta e vengono sospesi dal servizio per otto mesi.
A confermare la misura cautelare è stata la Corte di Cassazione, che ha ritenuto sussistenti i gravi indizi in relazione all’accusa di falso ideologico contestata ai quattro carabinieri. Resta invece esclusa, almeno in questa fase, l’ipotesi di depistaggio.
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L’inseguimento all’Eur e l’arresto sotto casa
I fatti risalgono alla sera del 23 ottobre 2024. Secondo quanto ricostruito, il ragazzo non si sarebbe fermato all’alt imposto da una pattuglia del Radiomobile, dando il via a un inseguimento che si è concluso pochi minuti dopo nei pressi della sua abitazione, all’Eur.
Nei verbali di servizio i militari hanno riferito che il giovane avrebbe speronato una vettura dell’Arma nel tentativo di aprirsi un varco. E che, anche dopo essere stato raggiunto, avrebbe continuato a opporre resistenza cercando perfino di rimettere in moto l’auto per riprendere la fuga. Una ricostruzione che ha portato l’automobilista davanti ai giudici con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
L’automobilista assolto grazie ai video: “Il fatto non sussiste”
L’inchiesta ha preso una direzione completamente diversa quando la Procura ha acquisito alcuni filmati realizzati da un residente affacciato al balcone del palazzo davanti al luogo dell’arresto. Come riporta Repubblica, quelle immagini mostrerebbero il giovane già immobilizzato mentre viene colpito dai militari. Proprio il contenuto dei video avrebbe spinto gli inquirenti a ritenere non corrispondente alla realtà parte della ricostruzione contenuta nei verbali. Per l’accusa lo speronamento della pattuglia, la presunta resistenza e la dinamica delle lesioni riportate dall’automobilista sarebbero stati descritti in modo non conforme ai fatti.
Nel frattempo il procedimento nei confronti del giovane ha avuto un esito opposto rispetto alle accuse iniziali. Pur avendo forzato il posto di blocco e tentato la fuga, l’automobilista è stato assolto dall’accusa di resistenza a pubblico ufficiale perché il fatto non sussiste. Parallelamente è proseguita l’indagine sui quattro carabinieri.
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La Cassazione conferma la sospensione
Dopo il rigetto iniziale del Gip, il Tribunale del Riesame aveva disposto la sospensione cautelare dei quattro militari. Una decisione ora confermata dalla Cassazione, limitatamente alle contestazioni di falso.
Diversa la valutazione sull’accusa di depistaggio, legata alla presunta cancellazione di un video registrato dalla compagna del giovane. Per i giudici, allo stato degli atti, non esistono elementi sufficienti a sostenere questa contestazione.
La difesa: “Non c’è stato alcun pestaggio”
I difensori dei quattro carabinieri respingono le accuse. L’avvocato Federico Cona, che insieme al collega Jacopo Ferrari assiste i militari, ha espresso soddisfazione per l’esclusione dell’ipotesi di depistaggio, annunciando battaglia sul resto delle contestazioni.
Secondo il legale, inoltre, la documentazione fotografica prodotta dalla difesa mostrerebbe che il giovane, due giorni dopo i fatti, non presentava segni compatibili con un pestaggio. Per questo la difesa sostiene che i carabinieri abbiano fatto ricorso esclusivamente alla forza necessaria per procedere all’arresto. E che sarà il dibattimento a chiarire definitivamente ogni aspetto della vicenda.
La sospensione disciplinare non chiude la vicenda giudiziaria. Il procedimento nei confronti dei quattro carabinieri è ancora nella fase preliminare. Sarà il processo a stabilire se i verbali siano stati effettivamente alterati e se l’intervento sia avvenuto nei limiti consentiti dalla legge oppure no.