Roma, pini abbattuti in centro: il Tribunale non blocca i tagli urgenti, decisione rinviata al 15 aprile
Il Tribunale Amministrativo del Lazio, almeno per ora, non blocca l’abbattimento di alcuni pini nel centro di Roma, su via dei Fori Imperiali. I giudici hanno respinto la richiesta urgente presentata dall’associazione C.U.R.A.A. e da alcuni cittadini, fissando una nuova udienza al 15 aprile, entro quella data o nei giorni immediatamente successivi è attesa già la sentenza di primo grado. In questa fase, per il Tribunale, prevale il tema della sicurezza pubblica.
Il ricorso contro i tagli
La vicenda riguarda alcuni pini del Municipio I, tra aree simboliche come via dei Fori Imperiali, via di San Pietro in Carcere e Arco di Costantino. A presentare ricorso è stata l’associazione C.U.R.A.A. insieme ad alcuni cittadini, con la richiesta di fermare subito gli abbattimenti disposti o avviati dal Comune di Roma.
La posizione dei cittadini
Secondo i ricorrenti, i tagli dovevano essere sospesi in attesa di una verifica tecnica più approfondita. Al centro della contestazione ci sono gli interventi urgenti annunciati dal Campidoglio e la documentazione tecnica utilizzata per motivarli. Sullo sfondo c’è un tema molto sentito in città: la tutela del verde urbano e del paesaggio storico.
La decisione del Tar
Il Tar non ha accolto la domanda cautelare urgente. Nel decreto si legge che gli abbattimenti programmati risultano diretti a “scongiurare fenomeni di cedimento” delle alberature. Per i giudici, nel bilanciamento degli interessi, prevale dunque quello di evitare pericoli per la pubblica incolumità legati al possibile “Cedimento, anche parziale, delle alberature stradali”.
Alcuni alberi già abbattuti
Il decreto segnala anche che, in base alla documentazione presentata dalle ricorrenti, alcuni abbattimenti sarebbero già stati eseguiti. Un elemento che mostra come la vicenda sia già entrata nella fase operativa.
Il prossimo passaggio
La nuova tappa è fissata per il 15 aprile 2026, quando il caso sarà discusso in sede collegiale. Per ora il Tribunale non ferma le ruspe. La partita, però, resta aperta.