Roma, ricorso contro la Zona 30 in centro: tassisti, Partite Iva e comitati sfidano la Giunta Gualtieri
Si apre a Roma una nuova battaglia politica e legale sulla mobilità del centro storico. L’associazione Le Partite Iva, il Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio, un gruppo di tassisti e alcuni cittadini hanno annunciato il deposito di un ricorso straordinario contro la scelta della giunta Gualtieri di portare a 30 chilometri orari il limite di velocità in tutta l’area della ZTL Centro Storico. L’obiettivo dei promotori è chiaro: fermare una misura che giudicano penalizzante per chi lavora, si sposta e vive nel cuore della Capitale.
Chi ha promosso il ricorso
A guidare l’iniziativa sono Angelo Distefano, per l’associazione Le Partite Iva, e Alessandra Casino, presidente del Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità nel Lazio. Con loro, secondo quanto comunicato dagli stessi promotori, ci sono tassisti romani e cittadini che contestano l’impostazione della nuova disciplina sul traffico nel centro. Nel comunicato, il fronte del ricorso parla di una scelta ideologica e sostiene che Roma stia diventando il terreno di prova di un “ambientalismo punitivo”. La linea politica è netta: presentare il provvedimento come un altro tassello di una città sempre più difficile da attraversare per chi lavora su strada.
La mossa legale contro il Campidoglio
Il punto centrale, per i ricorrenti, è che la nuova Zona 30 non sarebbe una semplice misura di sicurezza stradale. Sarebbe invece, a loro dire, un provvedimento capace di comprimere la libertà di circolazione e di colpire attività economiche come taxi, trasporto merci e piccole imprese.
Nel testo diffuso ai media si sostiene che il centro rischi di trasformarsi in un’area più lenta, più congestionata e meno accessibile. È questa la chiave politica della protesta: non una contestazione tecnica per addetti ai lavori, ma una denuncia pubblica contro una scelta che i promotori considerano distante dai bisogni quotidiani di residenti e operatori economici. Secondo il comunicato, il ricorso è stato redatto dal professor avvocato Augusto Sinagra e dall’avvocato Angelo Di Lorenzo.
Che cosa ha deciso la giunta Gualtieri
La misura contestata è reale ed è già partita. Il Comune di Roma ha annunciato il 5 gennaio 2026 che dal 15 gennaio tutta la ZTL Centro Storico sarebbe diventata “Zona 30”. Il 14 gennaio il Campidoglio ha poi comunicato che il Dipartimento Mobilità aveva firmato la determina attuativa, in esecuzione della delibera approvata dalla giunta il 13 novembre 2025.
Il precedente di Bologna che ora pesa su Roma
I promotori del ricorso richiamano apertamente il caso Bologna. Il riferimento è alla decisione con cui il TAR Emilia-Romagna ha annullato gli atti di “Bologna Città 30”.
Una sfida che ora diventa politica
La partita, quindi, si gioca su due livelli. Il primo è quello legale, con il tentativo di smontare l’impianto con cui il Campidoglio ha esteso il limite a tutta la ZTL del centro storico. Il secondo è quello politico. Da una parte c’è la giunta Gualtieri, che lega la scelta alla sicurezza stradale e a una città meno dominata dalle auto. Dall’altra ci sono associazioni, comitati e categorie del trasporto che leggono questa svolta come una forzatura ideologica. È su questo terreno che si misurerà il prossimo scontro: non solo su una questione di velocità, ma sull’idea stessa di città che Roma vuole diventare.
Roma è il paradosso dei 30 km/h
Infine, c’è il paradosso più evidente, che forse è il più concreto di tutti. Vedere il centro di Roma con il limite a 30 all’ora suona quasi teorico, perché nella realtà quotidiana le auto, tra traffico cronico, cantieri infiniti, bus lenti e un trasporto pubblico spesso insufficiente, viaggiano già ben sotto quella soglia.
Per questo il provvedimento della Giunta rischia di apparire più simbolico che concreto. Più una bandiera politica che una risposta reale ai problemi della mobilità capitolina. E così, sotto l’etichetta del green, resta la sensazione di una misura che incide poco sull’ambiente e molto sulla narrazione di chi governa la città.