Roma ‘rimette mano’ alla vecchia lottizzazione Cecchignola Ovest, ma il “verde” resta in bilico: in arrivo nuovi palazzi
Roma, la Giunta Gualtieri ha dato il via libera a un nuovo e secondo accordo urbanistico per l’ultimazione della lottizzazione Cecchignola Ovest, nel quadrante sud della Capitale. Il vecchio progetto classe 2011 è stato parzialmente “sbloccato” e riattivato soloa grazie a una nuova e seconda convenzione integrativa tra Roma e il consorzio dei costruttori. L’obiettivo sarebbe quello di completare le opere pubbliche rimaste in sospeso, pari a circa il 18% del totale: un grande parco, spazi sociali e servizi. Ma consentendo però al privato di procedere, contestualmente, con l’edificazione di nuove case e dei volumi commerciali residui, non ancora edificati perchè non ancora autorizzati. La convenzione originaria prevedeva, difatti, un avanzamento per step. Originariamente erano previsti 225 appartamenti, ma ne sarebbero stati realizzati solo il 74% circa, così si legge tra le carte. Volumi che si aggiungerebbero ad un quartiere già saturo di cemento e traffico.
Verde promesso, ma ancora sulla carta
Nel nuovo schema approvato in Campidoglio, il Comune punta sul “verde” come parola chiave: un parco pubblico attrezzato, alberature e percorsi pedonali, zone di socialità e giochi. Ma non tutto è semplice. Una delle aree, il verde V4, resta bloccata: si trova su terreni ancora privati, da acquisire prima di aprire i cantieri. Così il rischio è quello di avere il cemento privato subito e il parco… “quando sarà”. L’Amministrazione parla di 18 mesi per sbloccare la situazione o, in alternativa, di una compensazione economica: una monetizzazione (ulteriore) che però non restituirebbe ai cittadini ossigeno né ombra.
Le nuove case: tre torri e palazzi in un quartiere già saturo
Il nuovo via libera significa anche riprendere la costruzione del 25% circa delle 225 abitazioni inizialmente previste, nel quadrante di via della Cecchignola e via Kobler. Un’operazione che accende l’allarme dei residenti: la zona, già densamente popolata e con viabilità fragile, rischia di soffocare sotto il peso di nuovi flussi, auto, parcheggi e traffico.
Il centro civico al posto della scuola: una promessa “sociale”
Il nuovo accordo modifica anche la destinazione di una parte pubblica: lì dove doveva sorgere una scuola materna, il Municipio IX – guidato dalla mini sindaco Titti Di Salvo – ha chiesto di realizzare un centro civico con spazi per anziani, associazioni e attività culturali. Una scelta politica, che risponde al bisogno di luoghi di incontro in un quartiere troppo spesso vissuto solo di notte. Ma ad oggi si tratta di una previsione progettuale: mancano ancora tempi, risorse e un piano di gestione chiaro.
Il meccanismo della “morsa urbanistica”
Roma sembra quindi continuare a muoversi con lo stesso schema: il Comune non riesce a finanziare le opere pubbliche per i cittadini e allora lascia che sia il privato a costruirle, in cambio di cubature. Un modello che produce risultati contrastanti: alcune aree si rigenerano davvero, altre diventano quartieri dormitorio, pieni di case ma poveri di vita. A Cecchignola Ovest si promettono parchi, scuole e centri civici, ma il rischio è sempre lo stesso: arrivano prima i palazzi e poi, forse, i servizi.
Il bivio di Roma Sud: sviluppo o saturazione?
La rinascita di Cecchignola Ovest viene presentata come un progetto “green”, con nuovo verde in arrivo entro 18 mesi. Ma dietro le tavole e le delibere c’è la solita domanda: quanto può crescere Roma senza soffocare nel cemento e traffico, col nuovo verde sempre in bilico? Le periferie del Sud – tra Laurentina, Cecchignola e Ardeatina – sembrano sempre destinate a ricevere la parte più pesante delle lottizzazioni. Questa volta, dicono dal Campidoglio, sarà diverso: più equilibrio tra case e servizi, con nuovo verde entro 18 mesi. Ma i cittadini restano in attesa di vedere se, almeno stavolta, il verde promesso non finirà coperto di cemento o… solo ‘monetizzato’, ma che si trasformi in verde vero: prati, giochi-bimbi, alberi e parcheggi.
