Roma rischia di rimanere senz’acqua a marzo: ecco perché

Roma rischia di rimanere senz’acqua già nei prossimi giorni. Acqua da bere. Il perché è molto semplice. Il 4 marzo prossimo si svolgerà un dibattimento presso il Tribunale superiore delle Acque pubbliche, che ha sede nel Palazzo di Giustizia a Roma. Il ricorso fu presentato nel settembre scorso dal comune di Casaprota (nel Reatino) e dall’associazione Postribù. La faccenda è questa, raccontata dal giornale online Il Caffè di Roma.it.  Roma è rifornita di acqua all’80 per cento dal famoso acquedotto del Peschiera, in provincia di Rieti. Sì, quello realizzato dal fscismo nel 1937 e anni seguenti. Ebbene, i ricorrenti chiedono l’annullamento delle due determine con la quale la Regione Lazio ha rilasciato, “al Comune di Roma Capitale, e per esso ad Acea Ato2 spa”, la concessione di derivazione dalle sorgenti Peschiera e Le Capore.

Roma alimentata all’80 per cento dal Peschiera

L’acquedotto alimenta 112 domuni, compresa Roma, ossia 4 milioni di persone, su 6 che ce ne sono in tutta la regione Lazio. I ricorrenti sostengono in pratica che le due decisioni  del giugno scorso della Regione e del Campidoglio vadano annullate. Quueste concessioni, precisa ancora il sito romano, consentono all’Acea di prelevate 13mila litri dei acqua al secondo dall’acquedotto. Secondo il ricorso, la decsione viola il principio di solidarietà. Ossia, le esigenze dei comuni del Reatino verrebbero dopo quelle degli abitanti degli altri comuni. In realtà, l’acqua c’è per tutti. Se solo, dicono i ricorrenti, si abbattessero le perdite dalle tubature Acea.

L’Acea spreca milioni di ettolitri d’acqua

Secondo i ricorrenti, inoltre, il provvedimento andrebbe ad aggravare, con l’aumento della portata delle acque,  il danno ambientale per il fiume Farfa e il fiume Velino, quello che alimenta le cascate delle Marmore. Nei ricorsi, si parla anche di un atto di “rinnovo” di una concessione mai esistita, quella delle Capore, e di una scaduta nel 1996, del Peschiera. Molta la carne al fuoco, insomma. Regione, Campidoglio e Acea contro un piccolo comune e un’associazione. Ma Acea già subì una cocente sconfitta quando le fu impedito di continuare a prosciugare il lago di Bracciano.

Acea in passato ha persino rifiutato di riparare le perdite

Il problema degli sprechi Acea, poi, è ultra comprovato. Sulla stampa apparverso denunce di cittadini che avevano le tubature con delle perdite (da parte di Acea) e che inutilmente hanno tentato di farsi riparare il guasto. Acea ha sprecato in questo modo ettolitri ed ettolitri d’acqua. L’acqua si disperde nel terreno a Acea rifiuta di intervenire per giorni. Pretende infatti che il cittadino firmi un diktat in cui si asslve Acea da qualsiasi danno faccia nel corso dei lavori. Altrimento non interviene e fa sprecare l’acqua.

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