Roma riscopre le periferie: il concorso fotografico all’Università di Tor Vergata supera ogni record (LE FOTO PREMIATE)
Roma è abituata a fare i conti con la propria immagine da cartolina: cupole, piazze, monumenti e flussi turistici che disegnano una geografia culturale quasi sempre concentrata nel cuore storico della città. Eppure, negli ultimi mesi, a sorprendere non è stato un evento “da centro”, ma un progetto nato e cresciuto in un’area spesso percepita come marginale. La mostra fotografica “Scatti di Speranza”, ospitata all’Università di Roma Tor Vergata, ha chiuso la sua esperienza con un dato che pesa più di una semplice statistica: oltre 850 voti espressi dal pubblico.
Tor Vergata diventa palcoscenico: numeri e partecipazione record
L’esposizione, visitabile tra settembre e fine novembre 2025, ha portato negli spazi universitari un racconto visivo lontano dagli stereotipi: oltre 70 opere capaci di restituire una Roma meno patinata, più vera, più quotidiana. Qui la fotografia non è stata solo estetica, ma osservazione sociale: una lente puntata sui quartieri, sulle persone, sui dettagli urbani che raramente entrano nella narrazione ufficiale. Il risultato? Una partecipazione “di prossimità”, alimentata da comunità locali e ambiente universitario in un dialogo continuo, che ha superato ogni aspettativa.
Prima classificata

La Roma che non ti aspetti: periferie come patrimonio vivo
“Scatti di Speranza” ha avuto il merito di spostare la domanda culturale dove spesso si pensa non esista. E invece esiste eccome: si manifesta come curiosità, appartenenza, desiderio di riconoscersi. Non più periferie intese come “bordi” della città, ma come luoghi carichi di storie e identità. È una visione che nella fotografia contemporanea sta diventando centrale: raccontare ciò che vive fuori campo, ciò che resta escluso dalle inquadrature più comode, e trasformarlo in materia narrativa. Un atto che è insieme culturale e politico, perché ridefinisce la gerarchia degli sguardi e riconosce dignità ai territori.
Terza classificata

Il messaggio del Giubileo 2025: speranza concreta, non retorica
Il tema della speranza, qui, non è rimasto uno slogan. Nel 2025, anno del Giubileo, il concetto si è tradotto in un obiettivo chiaro: costruire legami, moltiplicare occasioni di incontro, rendere accessibili i linguaggi dell’arte e della creatività. Non a caso “Scatti di Speranza” nasce dentro un quadro istituzionale che punta a portare cultura e produzione artistica anche fuori dai circuiti tradizionali, favorendo nuove traiettorie tra centro e periferia. È in questa prospettiva che il progetto diventa un esempio concreto: non “animazione” temporanea, ma investimento culturale in grado di attivare comunità e generare senso di appartenenza.
I vincitori scelti dal pubblico: il podio della partecipazione
A rendere l’operazione ancora più significativa è stata la modalità di selezione: non una giuria chiusa e autoreferenziale, ma il voto diretto dei visitatori, chiamati a scegliere le opere più rappresentative del tema. Il podio finale racconta bene questo clima di coinvolgimento: Elisabetta Gargari (prima classificata), Alice Mourik (seconda), Matteo Mazzau (terzo). Tre sguardi diversi, uniti dalla capacità di tradurre in immagine un sentimento collettivo, offrendo interpretazioni visive che parlano di fragilità, resistenza, desiderio di futuro.
Dopo la mostra: il catalogo digitale e un modello da replicare
La notizia, però, è che “Scatti di Speranza” non finisce con lo smontaggio dei pannelli. Il progetto prosegue con la pubblicazione di un catalogo digitale gratuito, pensato per rendere l’esperienza accessibile e duratura, anche oltre i confini fisici dell’università. Ed è qui che l’iniziativa cambia passo: da evento riuscito a format replicabile, capace di dimostrare che Roma può essere letta come una costellazione di centralità, non come una città a senso unico. Quando la qualità progettuale incontra i territori, la periferia smette di essere “fuori” e torna, finalmente, dentro: nel racconto pubblico, nell’immaginario condiviso, nella vita culturale che conta.
Seconda classificata
