Roma, rissa tra bande di latinos al “parchetto ponte” dell’Appio Latino: lanci di bottiglie e sassi nella “terra di nessuno” (VIDEO)

Rissa tra latinos

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Non bastavano i fuochi d’artificio in piena notte, tra le scuole e le case di via Gela e via Adria, a Roma. Adesso anche le risse tra bande di latinos, per “ravvivare” le serate e le notti all’Appio Latino, dove l’area che era stata progettata per diventare un parcheggio e una piscina adesso è diventata solo uno spazio fuori controllo. Ieri sera, lunedì 9 marzo, intorno alle 22:00, due bande di ragazzi sudamericani si sono lanciati bottiglie, prese dai bidoni dell’immondizia, e sassi, contendendosi il territorio.

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Cosa è successo al parchetto vicino alla Stazione Tuscolana

I due gruppi di giovani si sono affrontati nel “parchetto ponte”, a pochi metri dalla Stazione Tuscolana. Prima la discussione, con urla e insulti. Poi il lancio di bottiglie e sassi, presi anche da terra e dai bidoni dei rifiuti. Un crescendo di violenza, con persone che si inseguivano tra le urla. “Uno dei residenti è riuscito a riprendere parte di quello che è avvenuto”, spiega un abitante della zona, esasperato. “Siamo stati in molti ad affacciarci, impauriti. E ovviamente abbiamo chiamato la polizia, perché stavolta temevamo finisse male”. Quando però gli agenti sono arrivati sul posto, dei partecipanti alla rissa non c’era più traccia.

“Purtroppo ogni volta è così – prosegue il residente – era successa la stessa cosa a fine febbraio, quando si erano “divertiti” ad accendere fuochi d’artificio nello stesso spiazzo in piena notte, facendoci sobbalzare dal letto. Ma questa è, o almeno dovrebbe essere, una zona residenziale tranquilla: qui i residenti la sera vogliono dormire. Abbiamo comprato casa proprio per avere un po’ di serenità. Non ci sono locali, non siamo nella zona della movida. E invece ci ritroviamo a convivere con queste situazioni che ci tolgono la tranquillità”. La serenità i residenti l’hanno persa ormai da un bel po’ di tempo.

Concerti rap e degrado: l’area finita in un limbo

A esasperare ulteriormente il quartiere ci sono anche i concerti rap a volume altissimo, organizzati il giovedì o il sabato da alcuni collettivi universitari. L’area, oggi coperta di graffiti e scritte, è finita al centro di un intricato nodo burocratico. La gestione dello spazio coinvolge infatti il Comune di Roma, il Municipio VII e la società Cogesa, che ha realizzato i parcheggi interrati nell’ambito del Programma Urbano Parcheggi e sistemato l’area in superficie attraverso una convenzione pubblica. Il risultato è un rimpallo di responsabilità tra la società concessionaria e il Comune, nessuno riesce a definire con chiarezza chi debba occuparsi della gestione dell’area. In questo vuoto amministrativo, denunciano i residenti, illegalità e degrado hanno trovato spazio.

«Lo scorso 17 febbraio abbiamo chiesto una riunione ad hoc sul tema della Commissione Mobilità, competente sull’area, ma dopo quasi un mese ancora non abbiamo una data. Siamo totalmente solidali con i residenti che da anni vivono questa situazione di grave disagio e anche di pericolo, date le continue denunce di violenze e illegalità. L’area è diventata una zona franca dove di fatto ognuno fa quello che vuole. Da un lato ci sono i giovani di alcuni collettivi universitari che utilizzano l’area per concerti rap ad altissimo volume, fuori da ogni normativa. Dall’altra le violenze nelle ore notturne dove imperversano bande di giovani, spesso sotto effetto di alcol e droga. La rissa a colpi di bottiglie di vetro è l’ultimo atto di una escalation in corso da tempo. Riteniamo che ormai sia diventata una questione di ordine pubblico. E per questo stiamo lavorando a un dossier da presentare al Prefetto e al Questore di Roma. Perché così non si può andare avanti», spiegano Francesco Carpano, Consigliere in Assemblea Capitolina, e Giovanni Cedrone, Segretario di Forza Italia del Municipio VII.

Il progetto rimasto a metà tra parcheggio e piscina

L’area, situata tra il liceo Augusto e il liceo Russell, doveva essere parte di un progetto più ampio legato al Piano Urbano Parcheggi. Nel 2003 il Comune di Roma aveva sottoscritto un accordo con un operatore privato per realizzare un parcheggio multipiano, poi effettivamente costruito, destinato a decongestionare una delle zone più trafficate della Capitale. Il piano prevedeva anche la costruzione di una piscina comunale. Ma quell’intervento non è mai partito. Dopo 14 anni, il Municipio VII ha provato a cambiare strada. Nel 2017 la Giunta Lozzi aveva immaginato una riqualificazione dell’area in superficie con una baby pista ciclabileun’area giochiun campo polivalente e uno spazio per i cani. Il progetto, però, è rimasto sulla carta. L’unica cosa esistente e attiva sono i parcheggi.

Negli anni anche alcuni giovani dell’Appio Latino hanno provato a rimettere in piedi l’area creando un’associazione con l’obiettivo di trasformare il “parchetto di via Gela” in uno spazio curato, vivibile e sicuro. Sono state organizzate diverse giornate di pulizia per rimuovere rifiuti e bottiglie abbandonate, nella speranza di restituire dignità a un luogo che per anni il comitato di quartiere aveva immaginato come una piscina pubblica. Tentativi che, raccontano i residenti, vengono puntualmente vanificati da chi frequenta l’area nelle ore notturne, trasformandola in un punto di ritrovo rumoroso e difficile da gestire. E alle segnalazioni per schiamazzi e musica ad alto volume, negli ultimi mesi si sono aggiunte anche le immagini dei fuochi d’artificio sparati tra i palazzi.

Un’area bloccata da 23 anni

Sulla vicenda è stata presentata anche un’interrogazione in Campidoglio. La risposta dell’amministrazione comunale, arrivata nel novembre 2023, ha riconosciuto che il tempo trascorso e la presenza di diversi livelli istituzionali coinvolti hanno reso complesso ricostruire l’iter amministrativo. In sostanza manca ancora l’approvazione di un certificato di collaudo tecnico-amministrativo, passaggio necessario per chiudere definitivamente la procedura.

Per ottenerlo, ha spiegato il Comune, è stata riavviata una interlocuzione con la società concessionaria del parcheggio. Nel frattempo però il quartiere continua a convivere con schiamazzi notturni, feste improvvisate e fuochi d’artificio. E la matassa burocratica, a 23 anni dalla firma del progetto, resta ancora tutta da sciogliere.