Roma, rubano costose apparecchiature mediche e le incartano nella carta stagnola per non farsi scoprire: arrestati
Pensavano di aver trovato il trucco perfetto per sparire nel nulla. Dopo aver rubato costose apparecchiature mediche, dispositivi elettronici e documenti professionali dall’auto di un dermatologo, avevano avvolto tutto nella carta stagnola, convinti di poter bloccare i sistemi di geolocalizzazione e guadagnare tempo prezioso per la fuga. Ma il piano è durato pochi chilometri.
A fermare i tre presunti responsabili sono stati i Falchi della Polizia di Stato, che li hanno intercettati mentre viaggiavano a forte velocità nei pressi dell’uscita dell’A24, in direzione Ponte di Nona.
Il furto in via Nomentana
È successo l’altro ieri a Roma. Poco prima i tre avevano colpito in via Nomentana, prendendo di mira l’automobile di un medico dermatologo. All’interno del veicolo erano custodite preziose strumentazioni sanitarie, dispositivi elettronici, medicinali, ricettari e altro materiale professionale indispensabile per l’attività del medico. Dopo il colpo, la merce era stata trasferita rapidamente sulla loro vettura per essere portata altrove, probabilmente verso un punto di raccolta destinato allo smistamento della refurtiva.
Quando gli agenti della VI Sezione della Squadra Mobile hanno effettuato il controllo, hanno trovato sotto i sedili anteriori una scoperta insolita. Gli strumenti rubati erano stati accuratamente avvolti in diversi strati di carta di alluminio. Un accorgimento studiato, secondo gli agenti, per tentare di schermare eventuali dispositivi di tracciamento installati sugli oggetti e rendere più difficile il loro recupero. Tra il materiale recuperato c’erano strumenti medici specialistici, apparecchiature elettroniche, medicinali, timbri professionali, documentazione clinica e ricettari. Elementi che hanno consentito agli agenti di risalire immediatamente al proprietario e di ricostruire l’origine dell’intera refurtiva.
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Il kit da scasso nel bagagliaio
La perquisizione è proseguita nel vano bagagli dell’auto. Qui i poliziotti hanno trovato un vero e proprio arsenale da scasso: attrezzi e strumenti utilizzati abitualmente per forzare serrature e veicoli, materiale che ha ulteriormente aggravato la posizione dei tre fermati. Per i tre uomini, tutti cittadini georgiani di età compresa tra i 37 e i 49 anni, è scattato il fermo. Sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di ricettazione e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice nelle aule di Piazzale Clodio, mentre proseguono gli accertamenti per verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti nella Capitale.