Roma, sacerdote 81enne accusato di molestie a un giornalista durante il Conclave: ora rischia il processo
Roma, è arrivata la svolta giudiziaria che trasforma un racconto inquietante in un caso destinato a far discutere: la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per un sacerdote di 81 anni, accusato di violenza sessuale ai danni di un giornalista. Ora la partita passa al giudice dell’udienza preliminare di piazzale Clodio, chiamato a stabilire se ci siano i presupposti per aprire il processo. L’ipotesi contestata è quella di “minore gravità”, ma l’impatto mediatico è potenzialmente devastante.
Dove nasce tutto: un incontro “di lavoro” nei giorni più tesi del Conclave
Secondo la ricostruzione, i due si sarebbero conosciuti nei giorni del Conclave, quando Roma diventa capitale planetaria dell’informazione e il Vaticano si trasforma in un crocevia di reporter, diplomatici e figure ecclesiastiche. Il giornalista, impegnato a seguire la cronaca vaticana, avrebbe incrociato il sacerdote, descritto come un volto noto negli ambienti della Santa Sede. In quel contesto l’incontro appare naturale: una relazione professionale utile al lavoro, fatta di scambi, appuntamenti e contatti sempre più frequenti.
Dalla confidenza all’ambiguità: come si consolida il rapporto
Nei giorni del lutto e dell’attesa per l’elezione del nuovo Pontefice, le occasioni di rivedersi aumentano: conferenze, eventi ufficiali, appuntamenti che scandiscono l’agenda della Chiesa e quella delle redazioni. Il rapporto, sempre stando al racconto, avrebbe assunto i contorni di un’“amicizia”. L’8 maggio arriva la fumata bianca e l’elezione del nuovo Papa, con un carico di lavoro ulteriore per i cronisti. E proprio in quella scia di incontri, il legame tra i due avrebbe continuato a intensificarsi.
La cena del 23 maggio: le presunte avances e la fuga del cronista
La sera chiave, secondo la denuncia, è il 23 maggio. Il sacerdote invita il giornalista a casa: non sarebbe stata la prima volta, ma quella cena avrebbe preso un’altra direzione. Il prelato avrebbe offerto del whisky, rifiutato dal cronista, e subito dopo sarebbero iniziate parole e gesti a sfondo sessuale. Di fronte al rifiuto del giornalista, l’approccio — sempre secondo l’accusa — non si sarebbe interrotto. A quel punto il cronista avrebbe deciso di andare via rapidamente per sottrarsi a una situazione diventata per lui insostenibile.
La denuncia e le indagini: il caso arriva a piazzale Clodio
Pochi giorni dopo l’episodio, il giornalista avrebbe presentato denuncia, facendo partire le indagini. Gli accertamenti si sarebbero sviluppati nei mesi successivi e oggi hanno prodotto un passaggio cruciale: la richiesta della Procura di mandare a processo l’81enne con l’ipotesi di violenza sessuale “di minore gravità”. Nel frattempo, la presunta vittima avrebbe scelto di trasferirsi all’estero, una decisione letta come tentativo di evitare qualsiasi contatto e ridurre pressioni e interferenze in una fase delicata.
Cosa succede adesso: udienza preliminare e ombra lunga sul mondo vaticano
Ora spetta al giudice decidere se aprire un dibattimento pubblico. L’udienza preliminare, in casi come questo, è un vero snodo: da un lato valuta la solidità della contestazione, dall’altro misura la tenuta complessiva del quadro probatorio. Se il rinvio a giudizio verrà disposto, il processo rischierà di riverberarsi ben oltre l’aula: perché coinvolge un sacerdote, ma soprattutto perché si inserisce nel cuore di un ecosistema — quello dell’informazione vaticana — dove relazioni personali e dinamiche di potere si intrecciano ogni giorno. E dove ogni accusa pesa il doppio. La notizia è stata riportata dal quotidiano Il Messaggero.