Roma, Sapienza sotto attacco, hacker colpiscono la più grande università d’Italia: scatta l’allarme cybersicurezza

Sapienza, l'Università di Roma

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Roma, nella mattinata di lunedì, l’accesso ai servizi online della Sapienza Università di Roma è stato improvvisamente bloccato. Il sito istituzionale è risultato irraggiungibile per ore, costringendo l’ateneo ad attivare i protocolli di emergenza. In supporto ai tecnici interni è intervenuta l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, segnale di una criticità valutata come potenzialmente rilevante. La priorità: contenere l’attacco e ripristinare i servizi essenziali.

Cosa sappiamo finora: indagini in corso e massimo riserbo

Al momento, la provenienza dell’attacco resta sconosciuta. Le verifiche tecniche mirano a chiarire se si sia trattato di un’offensiva di tipo DDoS, di un tentativo di intrusione più profondo o di una combinazione di vettori. Nessuna comunicazione ufficiale parla di esfiltrazione di dati, ma gli accertamenti proseguono per escludere falle nei sistemi di sicurezza. Nel frattempo, studenti, docenti e personale amministrativo hanno registrato disservizi diffusi.

L’impatto sull’ateneo: didattica e servizi a rischio

Con decine di migliaia di iscritti e una rete di sedi collegate, la Sapienza rappresenta un’infrastruttura digitale complessa. Il blocco degli accessi ha avuto ripercussioni su piattaforme didattiche, prenotazioni, comunicazioni interne e servizi amministrativi. L’obiettivo dichiarato è ridurre al minimo i disagi, ma l’episodio riaccende il dibattito sulla resilienza informatica delle grandi istituzioni accademiche italiane, chiamate a proteggere dati sensibili e continuità operativa.

Un contesto già teso: sicurezza digitale e clima interno

L’attacco informatico arriva in un momento delicato per l’ateneo romano, segnato anche da tensioni politiche e scontri tra gruppi studenteschi. Sebbene non vi sia alcun collegamento accertato tra i fatti, il concatenarsi degli eventi contribuisce a un clima di allerta generale. La sicurezza, oggi, non è solo fisica ma anche digitale: università aperte e pluraliste sono bersagli appetibili per azioni dimostrative o destabilizzanti.

Il segnale che non può essere ignorato

Il coinvolgimento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale indica che l’episodio va oltre il semplice disservizio tecnico. Le università sono snodi strategici di conoscenza, ricerca e innovazione, e come tali richiedono standard di protezione elevati. L’attacco alla Sapienza potrebbe diventare un caso di studio per rafforzare le difese dell’intero sistema accademico. La partita, ora, si gioca sulla trasparenza delle verifiche e sulla rapidità del ritorno alla normalità.