Roma, scandalo alla Link University. Scatta l’indagine per crediti fiscali non dovuti

Ieri a Roma sono state perquisite le due sedi del Campus della Università degli Studi Link – University of Malta. L’ipotesi di reato è di aver ottenuto crediti fiscali non dovuti. E così è scattata l’indagine delle Fiamme Gialle. Fondata a Roma nel 1999 la Link è stata legalmente riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione come Campus straniero nell’ordinamento universitario italiano nel 2011. L’ateneo maltese ha attivato quattro centri di ricerca di area e quattordici centri tematici. Più un centro studi internazionale. A Roma questa Università vanta due sedi ufficiali. Una a via del Casale di San Pio V 44 e l’altra in via Gregorio VII 601.

Indagine a tutto campo della GdF. Perquisite le sedi del Campus nella Capitale

L’accusa è di aver simulato l’esecuzione di progetti di ricerca per poter ottenere crediti fiscali non dovuti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il Campus è stato riconosciuto per decreto ministeriale dall’allora Ministra Gelmini. Operazione che sarebbe dovuta risultare non a carico dello Stato. Invece risulterebbe che la società Gestione Link Spa che fa capo alla Link University sia destinataria di finanziamenti per erogare corsi di lingua inglese agli stessi soggetti pubblici promotori dei corsi. Il che ipotizzerebbe una possibile truffa da 15 milioni di euro ai danni dello Stato Italiano. Tramite l’emissione di presunte fatture inesistenti e crediti di imposta non dovuti. Questo è quanto emergerebbe dalle prime indagini del nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Gdf di Roma. Numerosi gli indagati a vario titolo, con rapporti diretti e indiretti con l’ateneo. Tra i quali ci sarebbe anche il rettore Claudio Roveda. Si legge su Il Messaggero che la Link e il Consortium for research on intelligence and security services avrebbero simulato l’esecuzione di progetti di ricerca e sviluppo. Al fine di godere di crediti fiscali inesistenti che avrebbero poi utilizzato per compensazione di imposte dovute. Emettendo fatture per operazioni mai attivate.

L’inchiesta estesa a 27 aziende collegate. Tra intelligence e politica si rischia l’intrigo internazionale

Al centro dell’indagine ci sarebbe anche il Criss, il Consortium per la ricerca partecipato al 100% dalla Link e oggi amministrato dall’attuale rettore. Fino al 2018 tale consorzio annoverava tra i suoi vertici anche la ex ministra della Difesa Elisabetta Trenta, finora non coinvolta in questa indagine. Invece fra gli indagati di lusso comparirebbe anche Georges Mikhael, manager italo-libanese. Presidente della Defendini Logistica Spa, storica azienda di Torino, fra le 27 società oggetto di perquisizione. Sarebbe indagato anche l’ad di Defendini, Alessandro Bacci. E gli accertamenti riguarderebbero anche Luca Antodicola, capitano dell’Esercito e titolare di Euralba Service. Risulterebbero tutti indagati con l’ipotesi di aver distratto crediti d’imposta grazie alla creazione di progetti in parte o del tutto simulati.

L’indagine nasce da una serie di informazioni ottenute dal nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Firenze e di Roma e dall’Agenzia delle Entrate. I finanzieri stanno ancora perquisendo gli immobili per acquisire documenti contabili, computer, agende e documenti bancari. Tutto materiale che servirà per istruire l’inchiesta della Magistratura. Un lavoro complesso vista l’entità dei soggetti indagati, ma che porterà presto a ricostruire le modalità della presunta truffa istruita dalla Link e dal Consortium ai danni del nostro erario.

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/link_university_roma_perquisizioni_indagati_news_oggi-5347896.html

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